Sul Bicigrill di Frassineto si torna a pedalare… ma per ora solo a parole. L’ex casello idraulico lungo il Sentiero della Bonifica, che da una dozzina d’anni doveva diventà un punto di ristoro per ciclisti, camminatori e turisti sudati, continua a restà più fermo di una bici senza catena.
A riaccendere la questione è stato Brandi del centrosinistra aretino, che ha fatto un’interrogazione alla Provincia per capì che fine aveva fatto il famoso Bicigrill. E la risposta è arrivata: l’immobile è tornato in mano alla Provincia solo a fine 2024, anche se la concessione era stata disdetta nel 2021. In mezzo? Commissari liquidatori, vicende varie e la solita burocrazia che quando parte… va più piano di uno in salita con le ruote sgonfie.
La notizia buona, dice Brandi, è che la Provincia non vuole vendere il casello. L’idea è valorizzarlo e farne qualcosa di utile per chi percorre il Sentiero della Bonifica. Insomma, cicloturismo, turismo lento, gente che pedala e si ferma a prende fiato.
Fin qui tutto bene.
Il problema è che per ora siamo ancora al capitolo “stiamo verificando”.
Gli uffici provinciali stanno infatti controllando tutto: aspetti edilizi, urbanistici, territoriali e pure culturali, visto che l’edificio è vincolato. In pratica stanno guardando ogni carta, ogni timbro e probabilmente pure ogni mattonella, giusto per non lascià nulla al caso.
Peccato che, nel frattempo, una cosa ancora non si sappia: quando si farà davvero qualcosa.
«Benissimo fare tutte le verifiche – dice Brandi – ma manca una tempistica chiara e soprattutto un’idea progettuale precisa». Tradotto dal burocratese: qualcuno dovrebbe anche decidere che ci si vuole fare lì dentro.
Lui una proposta l’avrebbe pure: punto informazioni turistiche, area di sosta per ciclisti e camminatori, magari con noleggio bici e servizi per chi percorre la ciclovia.
Una cosa semplice, insomma. Nulla di fantascientifico.
Perché, se dal 2021 alla fine del 2024 s’è già perso un bel po’ di tempo — e non per colpa della Provincia — ora forse sarebbe anche l’ora di pedalare un po’ più forte.
Altrimenti il rischio è che il Bicigrill resti il primo punto ristoro della ciclovia… solo sulla carta.


