A Roma è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa tra ANBI (Associazione Consorzi di Bonifica e Irrigazione) e Fondazione Rigel, primo passo verso il percorso di certificazione della parità di genere all’interno del sistema della bonifica. Un’iniziativa che segna un momento significativo nel processo di innovazione organizzativa e valorizzazione del capitale umano nei Consorzi.
Nel corso dell’incontro, la Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, Serena Stefani, è stata chiamata a presentare l’esperienza del proprio ente come modello concreto di organizzazione inclusiva e orientata al futuro. Nel suo intervento ha raccontato un percorso costruito su scelte, determinazione e attenzione alle persone, sottolineando l’importanza di creare contesti lavorativi equi e capaci di valorizzare competenze e professionalità.
Imprenditrice agricola in Casentino e figura di riferimento nel sistema della bonifica, Stefani ha evidenziato come la propria esperienza sia il risultato di un impegno costante, senza mai cercare corsie preferenziali, ma rivendicando pari opportunità. Tra le sfide principali, ha ricordato quella della conciliazione tra vita privata e lavoro, un equilibrio ancora complesso ma fondamentale.
Dal 2019 alla guida del Consorzio, l’unico in Toscana presieduto da una donna, Stefani ha contribuito a sviluppare un ente attento alla valorizzazione del capitale umano. Il CB2 Alto Valdarno si distingue infatti per una forte presenza femminile nei ruoli apicali e per un’organizzazione che promuove politiche di conciliazione, come il part-time e il congedo parentale ad ore.
“Abbiamo scelto di mettere al centro le persone, senza alcuna discriminazione”, ha sottolineato la Presidente, evidenziando il lavoro svolto per rafforzare la reputazione dell’Ente, consolidare il ruolo strategico delle attività consortili e sviluppare relazioni solide con territorio, cittadini e istituzioni.
Il Protocollo ANBI–Fondazione Rigel rappresenta ora un’opportunità concreta per proseguire questo percorso, contribuendo a diffondere una cultura organizzativa sempre più attenta alla parità di genere e al riconoscimento del valore delle persone all’interno del sistema della bonifica.


