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A San Zeno un si respira: pare d’esse finiti in porto… ma senza mare!

Tra puzze, traffico e paura: la gente s’è stufata e ora vòle risposte vere

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A San Zeno un si respira: pare d’esse finiti in porto… ma senza mare!

Tra puzze, traffico e paura: la gente s’è stufata e ora vòle risposte vere

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli

📄 FONTE comunicato stampa Lista Indipendente Per Arezzo Menchetti Sindaco

AREZZO – Oh gente, qui la faccenda s’è fatta bella tosta davvero. Da una parte Olmo, tutta case e famigliole tranquille, dall’altra San Zeno, fabbriche e fatturati che girano come trottole. In mezzo? Una strada, la ferrovia… e un odorino che ti leva il fiato, ma in senso sbagliato.

Già, perché ormai da mesi i cittadini fanno i conti con puzze di ogni genere: roba umida, ammoniaca, solventi… ma ora s’è aggiunto il pezzo forte: l’odore di pesce marcio. E la gente, giustamente, borbotta: “Ma che s’è aperto il porto a Arezzo e un ce l’hanno detto?”

Gli “annusatori” del Comune – sì, proprio quelli che vanno a caccia di puzze – torneranno in azione, ma intanto la pazienza dei residenti è bella che finita. E senza troppi giri di parole, in tanti puntano il dito verso l’inceneritore: “Da lì viene, scommettiamoci”.

A parlarne con la gente c’era anche Michele Menchetti, che s’è preso una bella dose di lamentele. I cittadini vogliono sapere che roba arriva a bruciare lì dentro, perché tra puzze e timori per la salute, la situazione un gli garba punto.

E mica finisce qui. Olmo e San Zeno condividono pure un altro guaio: le caditoie tappate. Quando piove forte, l’acqua un sa dove andare e si rischia l’allagamento. Insomma, basta un temporale serio e si va tutti a mollo.

A Olmo poi il traffico è un capitolo a parte. La SR71 è un via vai continuo, giorno e notte, e attraversarla è come giocare alla lotteria. “Ci vole un semaforo davanti alla chiesa!”, dicono. E magari pure qualche dissuasore, perché qui la gente corre come fosse in pista.

E tra tante grane, arrivano anche le notizie agrodolci. Quella bona? È tornata la banca, finalmente. Quella meno simpatica? I pini della chiesa verranno giù, perché pericolosi. E su questo, agronomi o un agronomi, son tutti d’accordo.

Poi la lista dei desideri: spostare l’ufficio postale, fare un centro d’aggregazione (che serve come il pane), e magari pure un impianto sportivo. Senza dimenticarsi della storia: il vecchio lavatoio e quella colonna leopoldina che sta lì, bella ma un po’ dimenticata.

Insomma, tra puzze, traffico e lavori da fare, la gente di Olmo e San Zeno un chiede miracoli… ma almeno di poter respirare senza tappassi il naso, quello sì.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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