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Beffa al 95’: rigore e traversa, l’Arezzo cade nel finale

Decisione al VAR nel recupero e rigore trasformato dopo la traversa

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Beffa al 95’: rigore e traversa, l’Arezzo cade nel finale

Decisione al VAR nel recupero e rigore trasformato dopo la traversa

Finale horror al “Città di Arezzo” per la squadra di casa. Manca solo una manciata di secondi al termine dei 5’ di recupero decretati dal sig. Poli di Verona. Dalla sinistra dell’attacco ascolano parte l’ultimo cross disperato degli ospiti: è l’ultima occasione per i bianconeri.

In area si crea una mischia furibonda e la palla termina fuori. Con Venturi pronto a riprendere il gioco in attesa del triplice fischio, però, Tomei richiama l’arbitro per una revisione su un presunto fallo. Il direttore di gara va al VAR, rivede più volte l’azione e cambia la decisione iniziale: calcio di rigore.

Dal dischetto va Corazza: colpisce la traversa, ma il pallone rimbalza oltre la linea ed entra in porta. Non c’è neppure il tempo di riprendere il gioco. Finisce 2-1 per l’Ascoli, che accorcia a due punti dagli uomini di Bucchi.

È stata una partita giocata con grande attenzione da entrambe le squadre, consapevoli dell’importanza della posta in palio. La prima occasione è al 20’, con Gori che colpisce di testa su corner, ma Renzi salva sulla linea.

Al 35’ passano in vantaggio gli ospiti: Rizzo Pinna approfitta di un errore di Iaccarino che, su retropassaggio di Venturi, controlla male e si complica la vita. Il giocatore ascolano è lesto a recuperare e a battere il portiere amaranto.

La reazione dell’Arezzo è immediata: dopo appena due minuti arriva il pareggio con Renzi. L’azione nasce da Pattarello, che mette in mezzo un pallone lavorato da Cianci per l’inserimento perfetto del numero 6.

Nella ripresa le occasioni migliori sono per l’Arezzo, che aspetta e prova a colpire in contropiede. L’Ascoli si affida soprattutto a tiri dalla distanza, mai davvero pericolosi per Venturi, mentre Vitale è decisivo su Varela al 49’.

Gli ospiti fanno la partita, ma gli amaranto coprono bene il campo e provano a sfruttare gli spazi. Purtroppo manca lucidità nell’ultimo passaggio, e questo pesa.

Poi, nel recupero, il patatrac già raccontato: una beffa durissima.

Nel 2026 il Comunale si conferma stregato per l’Arezzo, che non vince in casa dall’8 febbraio (2-0 alla Pianese). Nelle ultime quattro gare interne sono arrivati solo due punti, frutto di due pareggi e due sconfitte.

Ma non è il momento di mollare. L’Arezzo resta in testa alla classifica con due punti di vantaggio sull’Ascoli e gli scontri diretti a favore. Mancano quattro partite: anche in caso di arrivo a pari punti, sarebbero gli amaranto a prevalere. Meglio però non fare calcoli e pensare a portare a casa il massimo da ogni gara.

Nel post-partita non sono mancate le polemiche. Il direttore sportivo Cutolo ha contestato la direzione arbitrale e la gestione di due episodi: una possibile espulsione non concessa all’inizio e il rigore decisivo assegnato nel finale, su una trattenuta giudicata dubbia.

Ora più che mai, però, serve restare uniti. L’Arezzo ha bisogno dei suoi tifosi, ancora una volta encomiabili per sostegno e passione.

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.
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