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Stadio novo, novanta anni e via: Arezzo fa gol (e spera ‘un sia autogol)

Dallo stadio di oggi a quello di domani: tra promesse, ruspe e speranze da curva.
Oh Arezzo, il progetto è approvato: stadio rifatto, concessione lunga una vita e promesse da serie A. Ora però si passa dalle chiacchiere ai fatti… e lì si vede chi c’ha fiato.

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Stadio novo, novanta anni e via: Arezzo fa gol (e spera ‘un sia autogol)

Dallo stadio di oggi a quello di domani: tra promesse, ruspe e speranze da curva.
Oh Arezzo, il progetto è approvato: stadio rifatto, concessione lunga una vita e promesse da serie A. Ora però si passa dalle chiacchiere ai fatti… e lì si vede chi c’ha fiato.

AREZZO – Oh citti, alla fine s’è fatto: il Consiglio Comunale ha tirato una botta da fuori area e l’ha messa sotto l’incrocio. Approvato il progettone dello stadio novo, roba che se ‘un viene bene si fa prima a chiamallo cattedrale nel deserto… ma intanto si festeggia, che qui si ragiona già come se fossimo in Champions.

Dopo più di du’ anni di chiacchiere, carte, firme e riunioni che levati, s’è arrivati al dunque: concessione per novanta anni (novanta, mica bruscolini!) e diritto di superficie aggratis. Tradotto: “tenete, fate, e speriamo bene”. L’assessora ha parlato di “spirito di collaborazione”… che detta alla aretina suona più o meno: “siamo riusciti a ‘un scannarci troppo”.

Il nuovo stadio, dicono, sarà il primo in Italia fatto con la legge sugli stadi nuova di pacca. Insomma, Arezzo capofila: da noi si parte, poi forse arrivano anche gli altri… o forse si rimane soli ma contenti. Intanto si promette un impianto da usare 365 giorni l’anno: calcio, eventi, feste, magari pure le sagre col panino alla porchetta sotto la curva Minghelli.

Il piano lavori è lungo come una quaresima: si sposta il campo di quasi dieci metri, si butta giù mezza roba e si rifà tutto a L (che ‘un è una squadra, è la forma), poi si ricostruisce, si ristruttura, si sistema… insomma, si fa e si disfa come quando tu rifai casa e dopo tre mesi sei già stufo.

Nel mezzo, qualcuno ha provato a dire “oh, ma la piscina lì accanto?” e a chiedere una pausa. Niente da fare: sospensiva bocciata, si va avanti spediti. Però il problema resta: parcheggi, accessi, gente fragile… tutte cose che poi saltano fuori quando è tardi e si dice “eh, ma chi l’avrebbe mai detto?”.

Gli interventi in aula? Tutti a dire che il progetto è bello, grande, importante. E ci mancherebbe altro, con i soldi privati che girano è facile entusiasmasse. Però c’è anche chi ricorda: oh, occhio a ‘un pestarsi i piedi tra le varie attività della zona, che poi si finisce a litigare per un parcheggio come al mercato del sabato.

Dal Comune rassicurano: “pensiamo allo stadio ma anche alla piscina”. Traduzione: si spera di tenere insieme capra, cavoli e pure il pallone.

C’è pure chi ci mette la cabala: 500 giorni precisi dall’inizio del progetto. Numero tondo, roba che porta bene… o almeno così si dice. Il sindaco poi rivendica tutto: dalla colletta del 2018 fino allo stadio autosufficiente e moderno. Insomma, un sogno che diventa realtà… o almeno sulla carta.

Alla fine il voto: 26 favorevoli e uno contrario. Una vittoria larga, tipo 3-0 in casa. Ora però viene il difficile: passare dalle parole ai fatti senza fare figuracce.

Perché, come si dice da queste parti:
“a raccontalla siamo boni tutti… a falla, è un altro campionato.”

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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