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📄 FONTE comunicato stampa del Comune di Arezzo
Oh stavolta un s’è fatto le cose tanto per dire: stamani in viale Giotto, vicino al Pertini, hanno tagliato il nastro all’Ecoparco, e qui la roba s’è fatta seria davvero. Altro che buttà via alla rinfusa, qui si parla di riciclo come si deve, roba moderna che pare quasi di esse’ in una città europea… e invece siamo ad Arezzo!
Questo Ecoparco è tutta una trovata del Comune dentro al progetto europeo LIFE GreenMe5 (che già il nome pare uno scioglilingua), con l’aiuto di Sei Toscana. Tradotto: meno rifiuti buttati a caso e più roba recuperata come si deve. E dentro ci trovi di tutto: contenitori tecnologici – chiamati pure “Ecoshell”, senti come suona – dove puoi infilaccià piccoli elettrodomestici rotti, pile, batterie, oli esausti, farmaci vecchi e pure toner e cartucce.
E un è finita qui. C’è pure l’eco-compattatore per le bottiglie di plastica (quelle in PET, per chi vuol fare il preciso) e la Casa dell’Acqua: acqua liscia o gassata, gratis per tutti fino a giugno 2026. Gratis, hai capito bene. Così magari si smette anche di comprà quintali di bottiglie di plastica.
E per rendere tutto più furbo, c’è la Sei Card: la usi, apri gli sportelli e ti porti a casa pure gli “ecopunti”. Insomma, più ricicli e più ci guadagni. Però per ora è tutto libero, così anche il più svogliato può provà senza scuse.
L’assessore Sacchetti, tutto soddisfatto, l’ha detta chiara: qui un si fa scena, si fa sul serio. L’idea è rende Arezzo più pulita, più verde e più sana, in linea con quegli accordi europei pieni di nomi inglesi ma che, alla fine, vogliono solo una cosa: meno inquinamento e più qualità della vita.
E tra una città e l’altra – Murcia, Vilnius, Helsingborg e compagnia bella – ora c’è pure Arezzo a dire la sua. E oh, era anche l’ora.
In più, nell’area c’è anche un punto informativo con pannelli che spiegano tutto: perché buttà bene i rifiuti un è solo una noia, ma una cosa che serve davvero. Insomma, anche il gesto più semplice può dà una mano al pianeta.
Morale della favola? Se ora si continua a buttà tutto a casaccio, un ci sono più scuse: la tecnologia c’è, il posto pure… tocca solo usà il cervello.


