Panchine anticlochard, debutto col botto: ci dormono sopra già alle nove di mattina
Giorni di polemiche, paginate di articoli, dichiarazioni indignate e difese d’ufficio per le nuove panchine “anticlochard” ai giardini Porcinai. Dovevano essere la soluzione, il segnale, il giro di vite. E invece.
Stamani, ore 9 in punto — non notte fonda, non situazione “di emergenza”, proprio mattina piena — su una di quelle panchine “intelligenti” c’era già uno bello sdraiato. Comodo. Disteso. Senza il minimo problema.
Tradotto: progetto zero, realtà uno.
Altro che dissuasori, altro che studi ergonomici: basta un po’ di fantasia — o semplicemente la necessità — e la panchina torna a fare la panchina. Con buona pace di chi ha speso tempo e soldi per trasformarla in qualcos’altro.
La scena è di quelle che parlano da sole e, volendo, fanno anche un po’ ridere. Se non fosse che dietro c’è l’ennesimo tentativo di nascondere un problema invece di affrontarlo.
Perché alla fine il punto è sempre quello: puoi pure complicare una panchina quanto vuoi, ma non puoi progettare via la realtà.
E così, mentre qualcuno continua a discutere, ai giardini Porcinai si registra il primo risultato concreto: le panchine anticlochard funzionano… finché nessuno ci si sdraia sopra.


