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Arezzo, “Io ti rispetto” torna tra i banchi: lo sport insegna a campa’ meglio
(e senza fare i bischeri)

Il progetto entra nelle scuole per insegnare rispetto, sport e valori veri

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Arezzo, “Io ti rispetto” torna tra i banchi: lo sport insegna a campa’ meglio
(e senza fare i bischeri)

Il progetto entra nelle scuole per insegnare rispetto, sport e valori veri

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli

📄 FONTE comunicato stampa Andrea Lorentini
Presidente Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel

Arezzo – Oh, finalmente una di quelle notizie che fanno anche bene a sentille! È stata presentata nella Sala dei Grandi della Provincia la quinta edizione di “Io ti rispetto”, un progetto che porta lo sport nelle scuole ma, soprattutto, porta un po’ di testa sulle spalle ai ragazzi.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel con il sostegno di Provincia, Coni e altre realtà sportive del territorio, un è la solita lezioncina noiosa. Qui si parla di rispetto vero: niente bullismo, niente violenza, e basta co’ ‘sto tifo becero che un porta da nessuna parte.

Dentro ci sono anche nomi belli tosti: dall’allenatore dell’Arezzo Cristian Bucchi all’ex calciatore Amedeo Carboni, passando per Martina Bartolomei (olimpionica, mica pizza e fichi), la giornalista Sara Benci, il pilota Luca Scassa e Attilio Sorbi. Insomma, gente che lo sport lo conosce sul serio e che può raccontarlo senza fare la predica.

Gli incontri partiranno a metà aprile e coinvolgeranno diversi istituti superiori della zona. E meno male, perché oggi più che mai c’è bisogno di riportare un po’ di valori veri tra i giovani: rispetto, fair play e anche saper perdere senza fa’ scenate.

E tutto nasce da una memoria che ad Arezzo pesa ancora: quella della tragedia dell’Heysel del 1985. Un ricordo duro, che però serve a far capire dove si arriva quando lo sport perde la sua anima e diventa solo rabbia e violenza.

L’idea è semplice ma potente: partire da una tragedia per insegnare qualcosa di buono. Perché, alla fine, fare sport un vuol dire solo correre dietro a un pallone… ma diventare persone migliori. E, diciamolo, ce n’è proprio bisogno!

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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