L’Arezzo non può più fare calcoli. L’Ascoli ha vinto nell’anticipo di Forlì e si è portato a +3 sugli amaranto: queste ultime tre partite devono portare altrettante vittorie. Non sono ammessi passi falsi. Anche un mezzo errore significherebbe la fine di un sogno nato a fine agosto e coltivato fino a sfiorare la realtà. Poi quella realtà si è trasformata, almeno per i tifosi amaranto, nella paura di un incubo.
È con questo stato d’animo che oltre 6.000 aretini si sono recati oggi allo stadio per sostenere la squadra e scacciare i fantasmi delle ultime settimane.
Quella che possiamo definire “paura da tifoso” dura però pochissimo. L’Arezzo parte subito forte, consapevole di avere un solo risultato utile. Dopo 4 minuti arriva il vantaggio con il primo gol in amaranto di Ionita. Gli amaranto assediano l’area di rigore livornese e, dopo un continuo batti e ribatti con più tiri verso la porta difesa da Seghetti, è proprio il moldavo a trovare la rete. Lo stadio esplode in un tripudio di cori e bandiere. Il gol scaccia la paura.
La squadra di Bucchi continua l’arrembaggio e crea numerose occasioni, tanto che al 45’ il vantaggio minimo sta stretto ai padroni di casa.
Nella ripresa cresce l’attesa per il gol della sicurezza. L’Arezzo però non può mantenere ritmi altissimi per tutta la gara e, per una decina di minuti, arretra il proprio baricentro. Il Livorno, pur potendo impostare, mostra tutti i suoi limiti e non crea mai reali pericoli. Poi gli amaranto tornano a macinare gioco, dettando i tempi e sfruttando bene le fasce.
Il raddoppio arriva al 38’ della ripresa: Ravasio difende un ottimo pallone poco sopra la linea di centrocampo e serve Varela, che si presenta a tu per tu con Seghetti. Dopo un paio di occasioni fallite, questa volta l’attaccante non sbaglia. È il 2-0 che chiude la partita.
L’Arezzo torna così in testa alla classifica, a pari punti con l’Ascoli ma con il vantaggio, tutt’altro che trascurabile, degli scontri diretti.
La squadra vista oggi non è neppure lontana parente di quella che aveva dilapidato 10 punti nelle ultime quattro gare casalinghe. I ragazzi di Bucchi sono tornati a esprimere il gioco che li ha portati a dominare il campionato. E quando l’Arezzo scende in campo con questa determinazione, difficilmente lascia qualcosa agli avversari.
La gara era insidiosa, sia per la pressione derivante dalla vittoria dei marchigiani, sia per il recente calo nelle partite interne. La risposta, però, è stata netta: intensità, qualità e continuità dal primo all’ultimo minuto, a smentire anche chi temeva un calo fisico.
Ora restano due giornate, con partite in contemporanea. Nessun calcolo è possibile: servono altre due vittorie. Ma oggi si esce dallo stadio con molti meno fantasmi.
Un’ultima nota sui singoli, tra i quali è davvero difficile scegliere. Menzione speciale per Ionita e Tavernelli.
Ionita non solo per il gol di pregevole fattura e le altre giocate decisive, ma anche per la leadership mostrata in campo: un vero trascinatore.
Tavernelli, invece, firma l’ennesima prestazione straordinaria: corre per oltre 90 minuti, gioca tantissimi palloni con precisione e mette più volte i compagni nelle condizioni di segnare. Gli è mancato solo il gol.


