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Dopo Menchetti, AVS… ora Scelgo Arezzo: “oh ragazzi, si prova a falla funzionà davvero”

Tra traffico, semafori e giri a vuoto, spunta l’idea rivoluzionaria: usare quello che già c’è (senza impazzì)

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Dopo Menchetti, AVS… ora Scelgo Arezzo: “oh ragazzi, si prova a falla funzionà davvero”

Tra traffico, semafori e giri a vuoto, spunta l’idea rivoluzionaria: usare quello che già c’è (senza impazzì)

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato stampa Selgo Arezzo

Dopo chi rifà le piazze, chi riqualifica i quartieri e chi promette sicurezza pure alle panchine, ecco che arriva anche Scelgo Arezzo con una proposta che, a sentirla così, pare quasi una battuta: far funzionare la mobilità… usando le cose che già ci stanno.

Il progetto si chiama “Arezzo Intermodale” e già qui uno s’immagina roba complicata. In realtà il concetto è semplice: treni che passano più spesso, bus che arrivano davvero e parcheggi dove lasci la macchina senza do’ girà mezz’ora come un bischero.

Il tutto per risolvere un mistero aretino: 120mila persone che ogni giorno si muovono in città senza sapere bene come, quando e soprattutto quanto ci metteranno.

Il candidato sindaco Marco Donati la butta lì: basta cantieri faraonici. Che tradotto significa: meno progetti da raccontà alle conferenze e più roba che si può fa davvero.

La grande idea è la “metro di superficie”. Niente tunnel, niente talpe meccaniche: si usano i binari che già ci sono. Treni ogni 15-20 minuti. Che ad Arezzo è un po’ come dì “si vola basso ma si vola”.

Poi arrivano i bus, promessi ogni 5-10 minuti. Una roba che, se succede davvero, la gente rischia di salì su per sbaglio dalla sorpresa.

I parcheggi scambiatori invece funzionano così: lasci la macchina fuori e entri in città veloce. Sempre che uno riesca a convincersi che sì, si può anche camminà due passi senza drammi.

La stazione diventa un super punto di scambio: treni, autobus, taxi, bici… manca giusto il tappeto volante, ma c’è tempo.

Insomma, l’idea è chiara: meno sogni da fantascienza e più organizzazione. Che però, ad Arezzo, è un po’ come cercà parcheggio sotto Natale: tutti lo vogliono, pochi lo trovano.

Comunque oh, se davvero parte tutto… tra treni puntuali e bus frequenti, gli aretini rischiano di arrivà in orario.

E quella sì che sarebbe satira.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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