POPPI — Vittoria in tribunale per le lavoratrici del call center Wemay di Poppi, realtà che impiega 16 addetti. Il giudice ha riconosciuto il diritto al rispetto degli orari di lavoro stabiliti all’inizio del rapporto, disponendo anche un risarcimento del danno.
La vertenza era stata seguita per mesi da Slc/Cgil Arezzo, che aveva tentato la strada del confronto sindacale per arrivare a un accordo ed evitare il contenzioso. Tentativi che, secondo il sindacato, si sono scontrati con la rigidità dell’azienda, rendendo inevitabile il ricorso alla causa.
L’esito, sottolinea Slc/Cgil, si inserisce nel solco delle più recenti pronunce in materia e rappresenta «un passo avanti nella difesa dei diritti» non solo nel settore dei call center, ma più in generale nel mondo del lavoro.
«Una vittoria che guarda avanti», evidenzia il sindacato, ribadendo il proprio impegno nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Al tempo stesso, la Cgil ringrazia le dipendenti che hanno sostenuto la causa «in un contesto difficile», fino al riconoscimento dei loro diritti.
Infine, l’auspicio: un ripensamento da parte dell’azienda e l’apertura a un confronto «libero, civile e democratico», indicato come unica strada per affrontare le criticità del settore.


