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Invalidità civile alla aretina: “si semplifica tutto”… ma un si capisce più nulla

Nuove regole e vecchi problemi, monta la protesta dei sindacati aretini

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Invalidità civile alla aretina: “si semplifica tutto”… ma un si capisce più nulla

Nuove regole e vecchi problemi, monta la protesta dei sindacati aretini

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli

📄 FONTE comunicato stampa (SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL) 

 

AREZZO – Dice che doveva essere una rivoluzione. Una di quelle belle, ordinate, che ti sistemano la vita. E invece, a sentire i sindacati dei pensionati (SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL), qui s’è fatto un bel guazzabuglio degno della miglior sagra del pasticcio.

Stamani alla CGIL di via Monte Cervino s’è parlato chiaro: con la nuova riforma dell’invalidità civile, partita il primo marzo, l’INPS doveva fare tutto più semplice. Risultato? Più moduli, più giri, più mal di testa. Insomma, meno scorciatoie e più labirinti.

Prima almeno c’era il patronato sotto casa, quello che ti diceva “vieni, ci penso io”. Ora invece arrangiati: compila, carica, allega… e spera di aver capito qualcosa. Perché se sbagli un passaggio, ti ritrovi punto e a capo, come al gioco dell’oca ma senza premio finale.

E i medici? Poveri loro: tra certificati, piattaforme e campi da riempire, pare che ci voglia più tempo a compilare una pratica che a visitare il paziente. Senza contare i costi che, piano piano, lievitano come la schiacciata: certificato oggi, ricorso domani… e il portafoglio si alleggerisce da sé.

Poi c’è la chicca finale: le visite in presenza all’INPS. Perché se vivi in centro magari te la cavi. Ma se stai in qualche paesino sperduto, tra una corriera e un passaggio di fortuna, ti parte mezza giornata – se ti va bene.

Il tutto mentre si parla di aiutare i più fragili. Anziani, famiglie, caregiver… tutta gente che avrebbe bisogno di meno burocrazia e più mano tesa. Invece si ritrovano a combattere con password, codici e moduli che paiono scritti in aramaico stretto.

I sindacati non l’hanno mandata a dire: così, più che una riforma, sembra una prova di resistenza. E nemmeno delle più simpatiche.

Morale della favola? Doveva essere tutto più facile. E invece, come si dice da queste parti, s’è fatto un lavoro… fatto a bischero.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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