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📄 FONTE comunicato stampa Comitato Alberi Saione Simona Coradeschi e Andrea Ricci
Signore e signori, ecco a voi il terzo progetto di Piazza Saione. Terzo, sì: alla terza si dice che sia quella buona. Evidentemente non ad Arezzo, dove invece si punta al sequel infinito, stile saga estiva ma senza lieto fine.
Nel glorioso anno 2024, orde di cittadini – veri, in carne e ossa, non figuranti – si radunarono attorno al Comitato Alberi sognando una piazza pedonale, verde, vivibile. Addirittura, udite udite, il sindaco Alessandro Ghinelli sembrava aver visto la luce: meno traffico, più persone. Roba da città europee, mica da fantascienza.
Poi qualcosa dev’essere successo. Forse una folgorazione sulla via del parcheggio. O più probabilmente un incontro mistico con “le associazioni di categoria”, una sola riunione capace di ribaltare mesi di confronti, assemblee pubbliche e pure un consiglio comunale aperto. Miracoli della viabilità.
Ed eccoci qui: addio piazza pedonalizzata, arrivederci aiuole (ridotte, che non sia mai che l’erba cresca troppo), bentornato traffico con tanto di spartitraffico, spacciato con eleganza come “sagrato”. Un upgrade urbanistico, praticamente.
Rendering? Macché. Troppa trasparenza fa male. Meglio lasciare spazio all’immaginazione dei cittadini: “Indovina la piazza” è il nuovo gioco urbano del 2026.
Il capolavoro si completa con una chicca: nella delibera si cambia pure il santo della chiesa. Da San Francesco Stigmatizzato a Sant’Antonio, così, con disinvoltura. Perché quando si rifà una piazza, perché non rifare anche il calendario liturgico?
Il messaggio è chiaro: altrove si riducono le auto, si incentivano bici e mezzi pubblici. Qui invece si resta fedeli alla tradizione: asfalto, traffico e tanta, tantissima nostalgia del Novecento.
Il risultato? Una piazza che piazza non è più. Un luogo spezzettato, dove incontrarsi diventa un’impresa e attraversare una disciplina olimpica. Altro che rigenerazione urbana: qui si parla di restaurazione.
E mentre cala il sipario sul mandato, resta il dubbio: è miopia o arte contemporanea? Nel frattempo, a Saione si potrà sempre ammirare la nuova installazione urbana permanente: “Spartitraffico con vista rimpianto”.
Applausi. O clacson, a scelta.


