AREZZO – Il piccolo Leo sarebbe rimasto con un ramo stretto intorno al collo per circa cinque minuti. È questa la ricostruzione emersa nelle fasi finali dell’indagine sulla morte del bambino di 5 anni, avvenuta mentre giocava nel cortile dell’asilo di Soci, nel territorio aretino.
Secondo quanto riportato dall’autopsia, eseguita dal professor Mario Gabbrielli dell’Università di Siena, “l’intervallo di sopravvivenza tra il trauma e il decesso è stato di circa 4-5 minuti”. La causa della morte è stata identificata come ipossia cerebrale, provocata dalla compressione dei vasi sanguigni del collo, che ha impedito il corretto afflusso e deflusso di sangue al cervello.
Si tratta di un elemento centrale per l’inchiesta, soprattutto per chiarire eventuali responsabilità legate a possibili omissioni nei soccorsi. I consulenti delle persone indagate, infatti, sostengono una diversa interpretazione: secondo la loro tesi, il decesso sarebbe riconducibile a un evento cardiaco conseguente alla compressione, con tempi di agonia più brevi.
Il caso approderà in aula, dove si confronteranno le diverse perizie davanti al giudice. Intanto, l’indagine – che vede coinvolte cinque persone responsabili della sorveglianza dei bambini – è ormai vicina alla conclusione.


