SAN GIOVANNI VALDARNO – In un mondo dove tutto arriva tardi – treni, stipendi, risposte su WhatsApp – c’è almeno una cosa che funziona con precisione svizzera: il regolamento sportivo. E infatti, quando l’ambulanza arriva in ritardo, la partita… non arriva proprio.
È successo al PalaGalli, dove la semifinale tra Polisportiva Galli e Halley Thunder Matelica è stata annullata prima ancora di iniziare, regalando al pubblico un’esperienza innovativa: pagare il biglietto per assistere al riscaldamento e a un raffinato ritorno negli spogliatoi.
Le squadre erano pronte, le giocatrici cariche, i tifosi già con la voce rotta. Mancava solo l’ambulanza, dettaglio secondario secondo alcuni, ma evidentemente non secondo il regolamento, che ha deciso di intervenire con la delicatezza di un cartellino rosso al primo respiro.
Dopo minuti di suspense degni di una serie Netflix (“Arriverà? Non arriverà?”), il mezzo di soccorso ha fatto finalmente il suo ingresso, accolto da un pubblico emozionato e da arbitri già mentalmente sotto la doccia. Troppo tardi: il regolamento, che nel frattempo non aveva perso un secondo, aveva già chiuso tutto.
Risultato: 20-0 a tavolino per Matelica e partita ufficialmente disputata nella dimensione parallela delle cose che non succedono ma contano lo stesso.
La Polisportiva Galli si è detta “rammaricata ma rispettosa”, inaugurando così una nuova disciplina olimpica: chiedere scusa per cose che non dipendono da te, con stile.
Intanto i tifosi tornano a casa con una lezione importante: nella vita puoi arrivare in ritardo a tutto, ma non al regolamento. Lui è già lì che ti aspetta. E ti ha già dato persa.


