AREZZO – “Portafogli, telefono e se possibile anche un feedback costruttivo sull’esperienza”: è quanto avrebbero intimato tre minorenni a due coetanei fuori da una discoteca del centro storico, secondo una ricostruzione che gli inquirenti definiscono “surreale ma purtroppo verosimile”.
I fatti risalgono allo scorso dicembre, quando le due vittime, appena uscite dal locale e ancora indecise se mangiare un kebab o pentirsi della serata, sono state accerchiate da un gruppo di tre ragazzi. Uno di loro, nel tentativo di dare un tono più professionale all’azione, avrebbe estratto un coltello puntandolo alla gola, mentre un complice controllava che nessuno stesse filmando “per evitare spoiler su TikTok”.
La rapina, tuttavia, non è andata a buon fine: uno dei due giovani ha infatti avuto la prontezza di chiamare il 112, gesto che ha mandato in crisi gli aggressori, colti impreparati dal fatto che “la gente reagisca ancora nel 2025”. I tre si sono quindi dileguati lasciando sul posto solo tensione, incredulità e una sigaretta elettronica che, per ironia della sorte, non era neanche carica.
Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Arezzo, rese difficili inizialmente dallo shock delle vittime e da descrizioni come “uno aveva una faccia da uno che fa cose così”, hanno poi preso forma grazie all’analisi delle telecamere e all’incrocio dei dati. Determinanti anche piccoli dettagli, come “ridevano come se fosse una bravata” e “uno continuava a dire ‘oh raga questa spacca’”.
Alla fine i militari sono riusciti a individuare i tre responsabili, tutti minorenni, denunciati per tentata rapina aggravata e porto abusivo di coltello. Per il sedicenne già noto alle forze dell’ordine è scattato il collocamento in comunità, dove potrà finalmente riflettere sull’accaduto e, secondo indiscrezioni, frequentare un corso intensivo su “Come delinquere senza recensioni negative”.
Fonti vicine agli indagati riferiscono che i ragazzi si sarebbero detti sorpresi dall’intervento delle forze dell’ordine: “Pensavamo fosse un gioco di ruolo urbano, nessuno ci aveva spiegato le conseguenze legali”.
Nel frattempo, fuori dalla discoteca, resta un cartello scritto a mano: “Vietato introdurre coltelli, cattive intenzioni e format improvvisati di criminalità creativa”.


