AREZZO – Dopo giorni di dibattiti, indignazioni, sete repressa e sospetti idrici degni di un thriller scandinavo, arriva finalmente la risposta ufficiale della presidente del centro di aggregazione sociale di Villa Severi. Risposta affidata, manco a dirlo, a Facebook: lo stesso luogo da cui tutto era partito, in un elegante cortocircuito comunicativo che conferma come ormai la realtà esista solo se commentabile.
Che la presidente abbia letto il nostro articolo non è dato sapere. Le fonti parlano di un possibile scroll distratto tra una notifica e un “ahah” sotto un meme, ma nulla è confermato. Fatto sta che la replica è arrivata, precisa, puntuale e soprattutto social.
Nel lungo post, la presidente chiarisce che sì, il bar è riservato ai soci. Ma anche no. Cioè: sì per legge, no per l’acqua, forse per il bagno, dipende per il ghiacciolo. Un sistema fluido, come l’elemento al centro della questione.
“Una bottiglia d’acqua non si nega a nessuno”, rassicura. Purché non venga accompagnata da un espresso, una partita a carte o un utilizzo troppo disinvolto del concetto di “servizio”.
Intanto, mentre i cittadini cercavano di capire se per bere servisse la tessera o un interprete giuridico, il dibattito online ha raggiunto vette altissime: tra chi propone di bere direttamente dal laghetto “tartarughe comprese” e chi invece suggerisce un approccio più diplomatico tipo “venite, ma tesseratevi, e magari respirate con moderazione”.
Non sono mancati momenti di poesia contemporanea: accuse di fascismo lanciate tra un burraco e una serata culturale, inviti a urinare nei cespugli come forma di protesta civile, e l’eterna domanda italiana: “Ma quindi il bagno?”
Nel frattempo, la presidente ribadisce: la colpa non è loro, ma della legge. Una legge così potente da trasformare un bar in un enigma burocratico e una fontanella in un potenziale pubblico ufficiale.
E mentre Arezzo si divide tra soci, non soci e idratati abusivi, una certezza emerge: a Villa Severi non è importante cosa bevi, ma chi sei mentre lo bevi.
Per ora, le fontanelle restano libere. Ma secondo indiscrezioni, una starebbe già chiedendo l’ISEE.


