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📄 FONTE AVS Alleanza Verdi Sinistra/Arezzo 2020
AREZZO – Finché si trattava di salvare il pianeta, rifondare la giustizia sociale e piantare due alberi davanti alla stazione, tutto bene. Poi qualcuno ha chiesto: “Sì, ma i volantini chi li paga?” E lì è calato il silenzio tipico delle grandi tragedie politiche.
Così Alleanza Verdi Sinistra e Arezzo 2020 hanno deciso di fare quello che ogni forza politica prima o poi deve affrontare: battere cassa con dignità. È ufficialmente partita la raccolta fondi online per sostenere la campagna elettorale della coalizione progressista aretina. Tradotto: “Compagni, frugatevi in tasca perché coi fichi secchi le elezioni un si vincono.”
Nel comunicato si parla di partecipazione, sostenibilità, beni comuni, quartieri e visione del futuro. Tutto molto nobile. Però tra una transizione ecologica e una città più solidale, il vero dramma emerge chiaro: i santini costano, gli eventi pure, e anche l’idealismo va in tipografia.
“Non abbiamo lobby né grandi finanziatori”, spiegano gli organizzatori. E infatti si punta direttamente sulla più antica istituzione della sinistra italiana: il contributo volontario del cittadino col senso di colpa.
La richiesta è quasi poetica: basta “l’equivalente di un caffè o di un libro”. Una frase che ad Arezzo rischia di aprire un dibattito sociale enorme, perché oggi un caffè son quasi due euro, mentre un libro ormai è considerato bene di lusso come il tartufo o il parcheggio libero in centro.
La raccolta promette trasparenza assoluta: ogni euro servirà per “comunicazione, materiali, eventi, logistica”. Che detto fuori dal burocratese significa gazebo, microfoni che fischiano e quelle sedie pieghevoli da assemblea permanente che dopo venti minuti ti fanno rivalutare pure il liberismo.
Resta comunque una certa tenerezza di fondo. In un’epoca dove i partiti nazionali spendono cifre da Champions League per far sponsorizzare video motivazionali sui social, vedere una coalizione locale che passa il cappello online ha qualcosa di artigianale, quasi romantico. Tipo la sagra di paese, ma con l’ecosostenibilità.
E alla fine il messaggio vero è uno solo: la politica sarà anche ideale, ma la colla dei manifesti la vogliono pagata subito.


