SALUMI e FORMAGGI: come farsi male a cena
La scena è sempre quella: tagliere sul tavolo, mortadella che luccica, mozzarella che cola, pane a fare da paciere e qualcuno che dice la frase maledetta: “Dai, stasera si mangia leggero…”.
Peccato che, secondo quanto riportato nel post pubblicato da Pier Luigi Rossi, la combinazione tra salumi e formaggi, nel testo diffuso sull’alimentazione serale, sarebbe in realtà una specie di rave metabolico dentro al corpo umano.
La combinazione tra salumi e formaggi, infatti, provocherebbe un forte aumento dell’insulina anche senza zuccheri evidenti. Colpa delle proteine della carne e del latte che, insieme ai grassi, stimolano il pancreas come se avesse ricevuto una secchiata di caffè.
Tradotto in vernacolo: te mangi mortadella e mozzarella pensando d’esse furbo perché “non ho preso il dolce”, e nel frattempo il sangue fa il Trenino di Capodanno.
Nel mirino finiscono soprattutto carne rossa, salumi e formaggi consumati a cena, spesso accompagnati da pane e altri alimenti salati. Il risultato? Pressione arteriosa che sale, digestione rallentata e reflusso gastroesofageo pronto a presentarsi alle tre di notte come un parente senza invito.
Non solo. Gli acidi grassi saturi contenuti nei formaggi e nei salumi aumenterebbero i trigliceridi nel sangue durante la notte, arrivando fino all’ipotalamo, la zona del cervello che regola anche il sonno.
E lì succede il patatrac: troppi grassi saturi nei neuroni potrebbero favorire insonnia e sonno disturbato. In pratica vai a letto dopo il panino con la finocchiona e ti ritrovi alle 4:17 a fissare il soffitto come un guardiano del casello.
Secondo il testo, inoltre, continui picchi insulinici favorirebbero accumulo di grasso viscerale e insulino-resistenza.
La conclusione è semplice e dolorosa insieme: il classico tagliere “rustico” tanto amato nelle cene italiane potrebbe essere meno conviviale di quanto sembri per il nostro organismo.
Insomma: buona la mortadella, spettacolare il pecorino, ma forse il corpo umano dopo le 21 preferirebbe qualcosa che non lo costringa a passare la notte in modalità emergenza metabolica.


