Ad Arezzo basta un cane che abbaia in lontananza per trasformare un tranquillo gruppo Facebook cittadino in una centrale operativa degna della Protezione Civile.
Il caso è scoppiato in zona Pantano, dove un residente ha pubblicato un appello disperato:
“Tutte le sere e per tutta la notte c’è un cane che abbaia ininterrottamente… non mi fa dormire”.
Una frase semplice, umana, quasi ingenua.
Errore fatale.
Nel giro di mezz’ora il post ha attirato:
- veterinari;
- criminologi;
- animalisti;
- esperti di acustica urbana;
- persone che consigliano camomille con l’autorità di un primario ospedaliero;
- una signora convinta che dietro tutto ci sia “un riccio nel recinto”.
Secondo molti commentatori, infatti, “un cane che abbaia tutta la notte un problema ce l’ha”.
Ipotesi che ha immediatamente aperto varie piste investigative:
- depressione;
- solitudine;
- maltrattamenti;
- trauma emotivo;
- nostalgia venatoria;
- oppure, più semplicemente, essere un cane.
Nel frattempo decine di cittadini hanno invitato l’autore del post a:
- chiamare la USL veterinaria;
- contattare il canile municipale;
- verificare se il cane sia incatenato;
- parlare col padrone;
- prendere una camomilla;
- sopportare;
- trasferirsi probabilmente in montagna.
Non sono mancati neppure i toni da guerra civile condominiale:
“Animalisti falliti”.
“I cani rompono i coglioni”.
Commenti che gli esperti definiscono “il livello base di qualsiasi discussione aretina dopo il tramonto”.
Ma il caso starebbe ormai assumendo dimensioni più ampie.
Diversi residenti chiedono infatti un piano straordinario contro i rumori della provincia, con particolare attenzione a:
- galli che cantano alle 4 del mattino “come se timbrassero il cartellino”;
- motorini con marmitta da MotoGP;
- decespugliatori accesi all’alba;
- piccioni sovrappeso;
- quello che parcheggia sotto casa ascoltando Vasco a volume da stadio alle 23:57.
Secondo indiscrezioni, il Comune starebbe valutando la creazione di un tavolo tecnico permanente tra cittadini insonni, veterinari e anziani affacciati alla finestra.
Il cane, nel frattempo, continuerebbe ad abbaiare.
Ma ora almeno sa di essere ascoltato.


