A Caprese Michelangelo un fine settimana movimentato è bastato per far calare la serranda — almeno temporaneamente — a un bar della provincia aretina, finito nel mirino della Questura dopo una rissa che definire “discussione animata” sarebbe generoso quanto chiamare il Palio “gara podistica”.
Secondo quanto comunicato dalla Questura di Arezzo, i Carabinieri della stazione di Caprese Michelangelo sono intervenuti nel locale a seguito di un episodio che avrebbe visto più persone affrontarsi con reciproca voglia di spiegarsi le idee… possibilmente addosso.
Il Questore della Provincia di Arezzo ha quindi disposto la sospensione per sette giorni della S.C.I.A. per la somministrazione di alimenti e bevande, applicando l’articolo 100 del T.U.L.P.S., norma usata quando un esercizio pubblico diventa punto di ritrovo per situazioni considerate pericolose per l’ordine pubblico.
Tradotto dall’ortichese: se al bar invece del cappuccino parte il torneo di lotta libera, la pazienza finisce prima dei salatini.
Il provvedimento, spiegano dalla Questura, serve anche a togliere punti di aggregazione a soggetti ritenuti problematici, nel tentativo di riportare un po’ di quiete. Perché una cosa è il bianchino corretto, un’altra trasformare il bar del paese in “Fight Club – Valtiberina edition”.
E mentre qualcuno commenterà che “una volta ci si chiariva fuori”, altri iniziano già a sospettare che in certi locali il vero superalcolico servito sia l’ego.
Sette giorni di pausa forzata, dunque. Il tempo necessario — forse — per far raffreddare gli animi e ricordare che al bar si dovrebbe al massimo litigare su chi paga il giro, non su chi finisce contro il flipper.


