RONDINE – Doveva essere un incontro tra giovani e politica. È finito come una puntata speciale di “Ulisse – Il piacere della carriera istituzionale”.
Alla Cittadella della Pace gli studenti hanno intervistato i candidati a sindaco di Arezzo, ascoltando idee, programmi e autobiografie più lunghe dei tempi d’attesa alla Asl. Tra i protagonisti anche Vincenzo Ceccarelli, che ha scelto una presentazione molto sincera e decisamente vintage.
“Buongiorno. Sono Vincenzo Ceccarelli, nato nel 1960, titolo di studio media superiore. La professione sono… gen… general manager…”
Ed è stato in quel momento che, secondo alcuni presenti, nella sala si è percepito distintamente il rumore di un modem 56k.
Un piccolo inciampo assolutamente naturale, subito recuperato dal candidato, che ha poi elencato con sicurezza il lungo curriculum politico: sindaco, presidente della Provincia, assessore regionale, consigliere regionale e molti anni trascorsi in aspettativa per incarichi istituzionali.
Una carriera talmente legata alla politica che diversi studenti, alla fine dell’incontro, erano convinti che “tempo indeterminato” fosse il nome di una corrente di partito.
Il momento più educativo della mattinata è arrivato proprio quando Ceccarelli ha raccontato di aver passato gran parte della propria vita professionale tra incarichi pubblici e aspettative. Una confessione che ha gettato nel panico alcuni ragazzi del liceo economico, improvvisamente costretti a rivalutare il concetto stesso di “LinkedIn”.
A colpire non è stato tanto il lapsus sul “general manager”, quanto l’epica sensazione di trovarsi davanti a un curriculum iniziato quando internet ancora si chiamava “Minitel” e le coalizioni duravano più di un weekend.
Rondine, nata per favorire il dialogo tra culture, si conferma così anche luogo simbolo dell’incontro tra due mondi lontanissimi: gli studenti della Generazione Z e i politici che usano ancora “cordiali saluti” pure nei messaggi vocali.
Secondo indiscrezioni, nei prossimi incontri gli studenti proveranno una nuova esperienza estrema: ascoltare un candidato senza sentire le parole “territorio”, “sinergia” e “visione condivisa”. Gli psicologi sono già stati allertati.


Sarà colpa del tempo o dei moderni mezzi di comunicazione ma la sensazione è di essere tornati al passato, ovviamente questo riguarda tutte le parti in causa ; mancano solo le auto che lanciano i volantini , un aereo con lo striscione di qualche candidato e il palco di legno per il comizio finale . I lapsus poi sono fatali , in troppi da troppo confondono l’occuparsi della Res Publica con un vero posto di lavoro e per scaramanzia qualcuno sulle sedie ci lascia il cappello. Buffo , comico , a volte imbarazzante !
Un enorme e caotico Casting dove sognare parti , particine , spartizioni e partecipate.
Poi tanto chi vince vince perché a comandare concretamente ci pensano da sempre gli “Altri” . Evviva Arezzo 😎