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“Tutti influencer, nessuno che sappia attaccà du’ fili: la Toscana cerca elettricisti e trova esperti di TikTok

Le aziende cercano muratori, saldatori e idraulici. I ragazzi invece cercano “smart working”, possibilmente dal letto

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“Tutti influencer, nessuno che sappia attaccà du’ fili: la Toscana cerca elettricisti e trova esperti di TikTok

Le aziende cercano muratori, saldatori e idraulici. I ragazzi invece cercano “smart working”, possibilmente dal letto

In Toscana ormai succede una cosa buffa: c’è lavoro dappertutto, ma appena nomini un cacciavite i giovani spariscono più veloci d’un assessore quando c’è da parlà di buche.

L’indagine del Centro Nazionale Orientamento di ELIS con Skuola.net racconta una realtà che pare una barzelletta industriale: le aziende cercano operai edili, elettricisti, idraulici, manutentori, saldatori e tecnici specializzati… ma quasi metà degli studenti dice: “No grazie, mi sporco”.

E così il Paese va avanti grazie a tre categorie eroiche:
gli idraulici che arrivano sempre “domattina”, gli elettricisti irreperibili come i panda e i muratori che ormai vengono prenotati prima del catering del matrimonio.

Il dato che fa ridere — o piangere — è che i mestieri più richiesti son proprio quelli che tengono in piedi tutto: case, fabbriche, corrente, autobus, impianti, officine. Tradotto: senza di loro il mondo moderno dura quanto una stories su Instagram.

Ma oggi il sogno medio del ragazzetto pare un altro: fare il creator motivazionale da una stanza con la strip led viola, spiegando “come guadagnare online” mentre la mamma urla:
“OH! C’È IL RUBINETTO CHE PERDE DA TRE MESI!”

Le aziende cercano gente che sappia usare trapani, saldatrici e macchinari CNC.
I candidati invece spesso arrivano col curriculum scritto in Canva e la competenza principale “problem solving”. Poi però non sanno cambià nemmeno una presa.

E il bello è che molti di questi lavori pagano pure bene. Ma siccome non prevedono selfie davanti al MacBook in coworking con cappuccino d’avena, vengono guardati come se fossero una condanna medievale.

Nel frattempo le imprese arrancano: cercano manutentori industriali e trovano uno che “ha un podcast”; cercano autisti e si presenta uno che domanda se il bus ha il cambio automatico e la pausa mindfulness.

Morale?
In Italia manca talmente tanto chi sa lavorà con le mani che fra un po’ l’elettricista verrà accolto nei condomini come il Papa in piazza San Pietro.

E quando salterà la corrente, tranquilli: ci penserà un influencer a fare una reel motivazionale al buio.

E mentre mezzo Paese discute di intelligenza artificiale, follower e personal branding, a Foiano della Chiana c’è ancora chi insegna a usare una saldatrice vera.

All’Istituto Marcelli infatti è partito il primo corso per il patentino da saldatore, promosso insieme a Confartigianato e alle aziende del territorio.
Sessanta ore di pratica, venti studenti coinvolti e una promessa quasi rivoluzionaria nel 2026: imparare un mestiere che serve davvero.

Perché alla fine il problema non è trovare lavoro.
È trovare qualcuno che sappia ancora aggiustare il mondo senza aprire prima un tutorial su TikTok.

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