Ad Arezzo ormai bisogna stare attenti anche agli appuntamenti galanti: si parte con le candele profumate e si rischia di finire col referto del pronto soccorso.
Come racconta il Corriere di Arezzo, un incontro erotico tra due donne s’è trasformato in una mezza guerriglia da appartamento, con tanto di urla, minacce, schiaffi, morsi e carabinieri a fare irruzione nella mattinata. Altro che “chimica”: qui s’è passati direttamente alla fisica applicata.
Secondo quanto emerso nel processo, una trentenne aretina è stata condannata a un anno con pena sospesa per sequestro di persona, lesioni e minacce. La vicenda sarebbe degenerata dopo un inizio apparentemente tranquillo. A un certo punto, però, la casa dell’incontro sarebbe diventata una specie di escape room sentimentale: chiavi sparite dalla toppa, porta bloccata e impossibilità di uscire.
Nel capo d’imputazione si parla di capelli tirati, schiaffi, calci, morsi e persino dell’elastico degli slip usato come arma impropria da combattimento. Roba che confronto una lite al parcheggio del supermercato è diplomazia internazionale.
E poi le minacce: “Ti rovino”, “Ti distruggo la reputazione”, “Ho le tue foto nuda”. Frasi che fanno capire come oggi il vero terrore non sia più il litigio di coppia, ma il cloud condiviso.
Alla fine sono arrivati i carabinieri, chiamati a riportare la pace in quello che doveva essere un nido d’amore e invece pareva il backstage di una telenovela sudamericana girata a Saione.
Il tribunale di Arezzo ha riconosciuto la responsabilità dell’imputata, difesa dall’avvocato Alessandro Calussi, applicando il minimo della pena previsto dal codice.
Morale della favola: ad Arezzo ormai prima di un appuntamento non si chiede più “vino bianco o rosso?”, ma “le chiavi dove le mettiamo?”.


