Rigutino torna al buio: ormai i lampioni fanno il ponte di maggio
A Rigutino ormai il problema è attraversare qualcosa senza finirci dentro.
Prima il buio dei lampioni, ora la passerella che ancora non c’è ma che almeno, rispetto alla luce pubblica, possiede una cosa rara: un cronoprogramma.
– Ormai a Rigutino non si dice più “c’è un guasto”.
Si dice direttamente:
“È ripartita la stagione delle tenebre.”
Perché anche quest’anno, puntuale come le zanzare e le promesse pre-elettorali, la pubblica illuminazione della frazione aretina ha deciso di spegnersi lasciando il paese immerso in un’atmosfera tra il Medioevo e una serie Netflix girata con budget basso.
Nella nuova puntata della saga c’è Adolfo, con una foto notturna da copertina gothic e la frase:
“Rigutino… e le tenebre l’hanno sopraffatto!!”
Sotto il post, come sempre, il popolo social ha acceso più commenti dei lampioni.
“Un’altra volta?” domanda Alessio, ormai con lo stesso tono di uno che ritrova le buche dopo l’asfaltatura.
Margherita invece va subito all’accusa pesante:
“Adolfo sei te che ti sei attaccato ai fili e ci rubi la corrente!”
Mery Cornacchini cerca conferme:
“Di nuovo lampioni spenti?”
E Gianni prova a vedere il lato artistico:
“Però è una bella foto. Ma poi a Rigutino il buio gli dona.”
Nel frattempo Gabriele prova a riportare il dibattito sulla linea istituzionale:
“Faccio presente che la segnalazione per l’interruzione della pubblica illuminazione in Rigutino è stata eseguita. Nella speranza di scoraggiare chi voglia strumentalizzare un tale disservizio per scopi propagandistici.”
Che tradotto dal burocratese locale significa:
“La telefonata è stata fatta, ora abbiate fede.”
Poi arriva Giuseppe, che entra direttamente in modalità perito industriale:
“Possibile sia mancanza di energia per errori di calcoli, cablaggi, carichi sulle linee… altrimenti sta diventando una comica.”
E infatti il sospetto ormai aleggia:
più che un guasto sembra un evento stagionale.
Anche perché L’Ortica già nel 2025 aveva raccontato episodi simili con titoli che oggi paiono documentari previsionali:
“A Rigutino s’è fatto il buio e l’acqua (forse anche il latte, ma quello è scaduto)”.
e lo scorso 4 maggio
“Rigutino al buio: cittadini vedono nero (ma proprio nero eh)”
Ma il vero capolavoro è che, mentre manca la luce, a Rigutino si parla pure di ponti.
O meglio: di passerelle.
Perché tra un lampione spento e l’altro, sui social è tornata d’attualità anche la questione della famosa passerella, attesa ormai come il Messia infrastrutturale della Valdichiana.
A riaprire il fronte è ancora Margherita:
“Oggi 14 maggio… si muove qualcosa per la passerella? I lavori sarebbero dovuti partire in questo mese o ricordo male?? Giusto per sapere… e tenere in alto l’attenzione!!!”
A quel punto Andrea Gallorini pubblica il cronoprogramma ufficiale presentato dal Comune di Arezzo alla Regione Toscana.
Ed ecco il calendario della speranza:
- progetto esecutivo entro giugno 2026;
- affidamento lavori entro luglio;
- ultimazione entro ottobre;
- collaudo entro novembre;
- rendicontazione finale entro dicembre.
In pratica manca solo la voce:
“Se Dio vole.”
Sabrina Barboni prova a mantenere l’ottimismo:
“Io so che iniziano a luglio, vedremo.”
Che in Toscana significa:
“Ci credo il giusto ma mi preparo psicologicamente.”
Margherita però non molla:
“Avrei giurato che prima delle elezioni avrebbero fatto la gara per arrivare primi e prendersi il merito… evidentemente non siamo abbastanza importanti.”
Poi la chiusura perfetta:
“Attendiamo ma non ci arrendiamo.”
Edo Sestini intanto propone già l’alternativa operativa:
“Attraversamento del Rio a nuoto.”
Mentre Daniele Mencagli mette il sigillo definitivo:
“Me sembra il ponte sullo Stretto di Messina.”
E a quel punto il titolo era praticamente scritto da solo.
Perché a Rigutino ormai manca solo quello:
il ponte sullo Stretto.
Per il resto c’è già tutto:
il buio, i misteri, le promesse, i cronoprogrammi e i cittadini costretti a fare monitoraggio civico direttamente nei commenti Facebook.
Più che una frazione aretina, un gigantesco tutorial sulla pazienza.


