Altro che campagna elettorale, qui ormai pare “Chi l’ha visto?”. Stavolta nel mirino ci finisce Vincenzo Ceccarelli e il suo ruolo professionale raccontato nel curriculum e in alcuni video pubblici. A sollevare il caso è l’avvocato Francesco Lucacci, candidato di Fratelli d’Italia, che parte all’attacco con dieci domande dieci, infilate come una raffica da interrogatorio.
Il punto della polemica è il ruolo di “general manager” rivendicato da Ceccarelli. Secondo Lucacci però qualcosa non torna. Anzi, parecchie cose.
L’avvocato racconta di aver fatto “alcuni controlli” sul registro imprese e sostiene che la società indicata nel curriculum del candidato del centrosinistra — la C. ON Company ON S.r.l. di Firenze — presenterebbe diverse anomalie.
La più gustosa? Secondo Lucacci la società avrebbe un solo dipendente. E allora parte la stoccata in perfetto stile da aula di tribunale: “General manager di sé stesso?”.
Ma non basta. Lucacci tira fuori anche la questione dei bilanci, sostenendo che l’ultimo depositato sarebbe addirittura del 2010, con PEC revocata e società sostanzialmente inattiva da anni. Da qui il dubbio politico: “Quando Ceccarelli dice di essere in aspettativa, da cosa sarebbe in aspettativa?”.
E giù altre domande: contributi previdenziali figurativi, rapporti con uno dei proprietari della società, il commercialista Luciano Nataloni, già noto alle cronache aretine per la vicenda Banca Etruria, fino alla domanda finale che suona quasi come una requisitoria:
“Che senso ha restare oltre tre lustri in aspettativa da una società inattiva che non deposita bilanci da quindici anni?”.
Insomma, più che un post Facebook pare un atto di citazione con tanto di interrogatorio incorporato.
Ora si aspetta la replica di Ceccarelli, perché in campagna elettorale ad Arezzo si sa: basta dire “bilanci”, “Banca Etruria” e “società inattiva” e il dibattito si accende più veloce d’un cerino nel pagliaio.


