Hai il fucile del nonno in casa? O la pistola ereditata “tanto è scarica”? Attenzione: dal 2018 non basta più tenerla chiusa nell’armadio insieme alle tovaglie buone della suocera. Serve anche il certificato medico.
La Questura ricorda infatti che, con il decreto legislativo 104 del 2018, tutti i detentori di armi sono obbligati a presentare ogni cinque anni un certificato di idoneità psicofisica. Tradotto: chi tiene armi in casa deve dimostrare periodicamente di avere ancora i requisiti per farlo.
Il certificato può essere rilasciato dai medici della medicina legale della Asl, dai medici legali della Polizia di Stato oppure dei Vigili del Fuoco.
Occhio perché la dimenticanza non è una di quelle da agenda del frigorifero: la mancata regolarizzazione può portare a sanzioni amministrative e penali, oltre al ritiro cautelare delle armi da parte delle autorità.
L’avviso riguarda anche chi eredita armi da parenti o familiari. In quel caso bisogna provvedere sia alla denuncia di detenzione sia alla certificazione medica prevista dalla legge. Insomma: insieme alla doppietta dello zio arriva pure la burocrazia incorporata.
La documentazione va presentata all’Ufficio Armi della Questura, al Commissariato competente oppure, dove non presenti, ai Carabinieri.
Per informazioni, l’Ufficio Armi della Questura è aperto:
- lunedì e venerdì dalle 8.30 alle 12;
- mercoledì dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.40 alle 16.40.
Perché in Italia puoi anche dimenticarti il rinnovo della palestra, ma non quello del porto d’armi.


