C’è chi parla di coincidenze. E poi c’è la viabilità aretina, che ormai sembra organizzata direttamente da uno sceneggiatore ubriaco di Netflix.
Mercoledì mattina: camion sulla barriera centrale della E45 a Pieve Santo Stefano, uscite obbligatorie, traffico impazzito, automobilisti in crisi mistica già alle 7.20. Contemporaneamente, sulla A1 tra Valdarno e Arezzo, un altro mezzo pesante decide che le corsie sono sopravvalutate e si intraversa occupando tutta la carreggiata in direzione Roma.
Risultato: Toscana ufficialmente divisa in due. A nord chi bestemmia sulla E45, a sud chi invecchia in coda sulla A1.
Secondo le prime ricostruzioni, il camion della E45 — una cella frigo con targa polacca — avrebbe tentato di evitare una buca grande quanto un monolocale di Milano, finendo contro il guardrail. Sulla A1 invece il mezzo pesante si è messo di traverso “occupando tutta la carreggiata”, gesto che gli automobilisti locali definiscono semplicemente “classico mercoledì”.
Immediato l’intervento di vigili del fuoco, polizia stradale, Anas, soccorsi sanitari, mezzi meccanici e probabilmente anche di qualche esorcista inviato dalla Regione.
Autostrade consiglia percorsi alternativi degni del Giro d’Italia: esci a Impruneta, gira verso Siena, passa da Bettole, fai una novena e forse arrivi a Roma prima di Ferragosto.
Intanto gli aretini, ormai allenati psicologicamente, hanno reagito con la consueta calma:
“Se non trovi coda sulla E45 o sulla A1 ti preoccupi. Vuol dire che è successo qualcosa di grave.”
La vera novità infatti non è l’incidente.
È quando una mattina fila tutto liscio.
Quella sì che sarebbe da aprire un’indagine parlamentare.


