VALDARNO – Giornata complicata sull’Autostrada A1 dove, a causa di un incidente avvenuto al chilometro 352 in direzione Roma, tra Valdarno e Arezzo, si sono formati fino a 9 chilometri di coda.
L’incidente, avvenuto intorno alle 16.15, ha coinvolto due mezzi pesanti e un’autovettura, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi e causando forti rallentamenti lungo la carreggiata sud.
La situazione è diventata rapidamente critica, tanto che alcuni automobilisti hanno iniziato a familiarizzare con i vicini di corsia, organizzando cene condominiali improvvisate e discutendo della prossima assemblea di quartiere.
Il traffico ha transitato a lungo su una sola corsia e Autostrade per l’Italia ha attivato la distribuzione dell’acqua agli utenti bloccati. Un’iniziativa apprezzata dai viaggiatori, molti dei quali avevano ormai terminato le scorte e stavano valutando la coltivazione di ortaggi sullo spartitraffico.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 dell’Asl Toscana Sud Est con l’ambulanza infermierizzata del Valdarno, quella di Monte San Savino e un mezzo della Misericordia di Piandiscò, oltre ai Vigili del Fuoco e al personale di Autostrade.
Tre le persone rimaste ferite: un uomo di 70 anni, una donna di 61 e un uomo di 33 anni, tutti trasportati in codice 2 al pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo.
Per chi era diretto verso Roma è stata consigliata l’uscita a Valdarno con deviazione sulla SR69 e rientro ad Arezzo, mentre per le lunghe percorrenze il percorso alternativo prevedeva l’uscita a Firenze Impruneta e il successivo rientro in A1 a Valdichiana.
Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, un automobilista partito da Incisa sarebbe riuscito a laurearsi, sposarsi e vedere crescere i figli prima di raggiungere il chilometro successivo.
Nel frattempo i navigatori continuavano imperterriti a suggerire: «Tra 300 metri mantenere la corsia», ignorando completamente il fatto che quella corsia sembrava ormai un luogo di residenza stabile.
Gli esperti raccomandano prudenza e pazienza. Soprattutto pazienza. Tanta pazienza. Forse più di quella necessaria per chiamare un call center o seguire un consiglio comunale in streaming.







