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📄 FONTE comunicato stampa candidato a sindaco della Coalizione Civica Marco Donati
AREZZO – L’inceneritore di San Zeno si prepara a crescere fino a 120mila tonnellate annue e la politica aretina reagisce come sempre: producendo più comunicati che rifiuti.
La notizia del via libera al potenziamento dell’impianto ha infatti acceso il dibattito cittadino. Da una parte c’è chi parla di sviluppo, energia e futuro. Dall’altra chi si domanda come sia possibile triplicare un inceneritore senza riuscire a ridurre contemporaneamente cassonetti pieni, cattivi odori e Tari.
Secondo Marco Donati, dietro l’operazione ci sarebbe una sorprendente armonia tra PD e amministrazione Ghinelli. Un evento così raro che alcuni studiosi starebbero già cercando di inserirlo tra i fenomeni astronomici osservabili una volta ogni secolo.
L’obiettivo dichiarato è produrre energia per decine di migliaia di utenze. Una prospettiva affascinante che ha immediatamente generato una domanda tra gli aretini:
“Molto bene l’energia. Ma la bolletta la vedremo diminuire prima o dopo la pensione?”
Nel frattempo la città scopre di poter diventare una sorta di capitale regionale dello smaltimento. Un primato che si aggiunge a quelli già esistenti e che potrebbe presto trasformare Arezzo nella destinazione preferita di sacchetti e camion provenienti da ogni angolo della Toscana.
Gli esperti assicurano che l’impianto sarà più efficiente, più moderno e più produttivo. I cittadini, invece, continuano a fare un ragionamento più semplice: se tutto aumenta, perché le cose che pagano loro non diminuiscono mai?
Intanto la campagna elettorale entra nell’ultima curva e anche i rifiuti diventano materiale politico riciclabile. C’è chi accusa, chi replica, chi controreplica e chi promette trasparenza.
Gli unici a mantenere una linea coerente sembrano i cassonetti aretini, che continuano a riempirsi indipendentemente dal colore politico di chi li osserva.
E mentre i candidati discutono di tonnellate, forni e autorizzazioni, una parte della città attende ancora il miracolo più difficile di tutti: vedere una Tari che, almeno una volta nella vita, decida di fare la raccolta differenziata e separarsi da qualche euro.


