AREZZO – Momenti di panico in città dopo l’annuncio di Marco Donati: nessuna indicazione di voto per il ballottaggio tra Marcello Comanducci e Vincenzo Ceccarelli.
La decisione ha colto impreparati centinaia di elettori che, fino all’ultimo, speravano di ricevere almeno un foglietto illustrativo, una legenda o un pratico schema a colori per capire cosa fare il 7 e 8 giugno.
“Pensavo ci dicesse chi votare”, racconta un cittadino ancora sotto shock. “Adesso mi tocca leggere i programmi, confrontare le proposte e decidere da solo. Non ero pronto a una cosa del genere”.
Donati ha spiegato di aver raccolto oltre 9.300 voti grazie a temi e battaglie che hanno intercettato il disagio di molti aretini. Proprio per questo, ha aggiunto, quelle persone meritano rispetto.
Un concetto che diversi osservatori hanno tradotto così: “Se vi abbiamo convinto che siete cittadini e non sudditi, sarebbe incoerente trattarvi da telecomandi”.
La mancata indicazione ha però generato una vera emergenza interpretativa. Da ore analisti, opinionisti e gruppi WhatsApp cercano di capire se il silenzio favorisca il centrodestra, il centrosinistra oppure il candidato che alla fine vincerà.
Nel frattempo, secondo indiscrezioni, gli staff dei due sfidanti avrebbero accolto con favore la novità: per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale dovranno convincere direttamente gli elettori invece di aspettare che qualcuno glieli consegni già confezionati.
La conferenza stampa si è conclusa con l’invito a “sgombrare il campo da Marco Donati”.
Un appello immediatamente ignorato dalla politica aretina, che da quel momento ha iniziato a parlare di lui ancora più di prima.


