AREZZO – Tra chi usciva per una serata in compagnia e chi invece pareva pronto per l’assalto a un fortino, la differenza l’ha spiegata la Polizia di Stato con una maxi operazione nazionale che ha toccato anche la provincia di Arezzo.
Il bilancio è di quelli che fanno impressione: 1.335 arresti, oltre 2.300 denunce e quasi 300mila persone controllate. Numeri che raccontano quanto il fenomeno dello spaccio e del porto abusivo di armi sia tutt’altro che marginale.
Anche Arezzo compare nel quadro dell’operazione. Cinque arresti sono stati eseguiti nella zona di Saione, quartiere che continua a rappresentare uno dei principali fronti dell’attività investigativa cittadina sul contrasto allo spaccio.
Gli investigatori delle Squadre Mobili, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno concentrato l’attenzione soprattutto nelle zone più esposte al degrado urbano e nelle aree della movida, dove qualcuno continua a confondere il divertimento con il supermercato della droga.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 450 chili di sostanze stupefacenti: 48 chili di cocaina, 379 chili di cannabinoidi e 7 chili di eroina.
Ma non è finita qui. Perché accanto alla droga è saltato fuori anche un piccolo arsenale. Gli agenti hanno sequestrato 111 armi da fuoco, comprese armi da guerra, un fucile d’assalto, un giubbotto antiproiettile e una notevole quantità di munizioni.
E siccome evidentemente qualcuno non si fidava nemmeno delle armi da fuoco, sono spuntate anche 250 armi bianche tra taglierini, tirapugni, taser, manganelli telescopici, machete, sciabole, accette e fionde. Un elenco che, letto tutto d’un fiato, fa venire il dubbio che certi soggetti, prima di uscire la sera, preparino lo zaino consultando un catalogo medievale.
Tra le persone coinvolte figurano anche numerosi minorenni: 31 arrestati e 142 denunciati.
Ad Arezzo i cinque arresti effettuati a Saione rappresentano un ulteriore segnale dell’attenzione che le forze dell’ordine continuano a mantenere sul quartiere. Un lavoro che punta non soltanto alla repressione dei reati, ma anche alla prevenzione e alla tutela della convivenza civile in una delle aree più popolose e complesse della città.
L’operazione ha interessato l’intero territorio nazionale e ha coinvolto anche la provincia di Arezzo, confermando come il contrasto allo spaccio e alla circolazione abusiva di armi resti una delle priorità delle forze dell’ordine.
Perché una cosa è la movida. Presentarsi con machete e tirapugni, invece, è già un altro tipo di programma per la serata.


