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Arezzo, elettori entrano in cabina con il cellulare: «Scusate, devo chiedere a mia madre chi votare»

Boldrini e Simiani presentano un'interrogazione. Segnalati cittadini che avrebbero tentato di fotografare la scheda, controllare Instagram e prenotare una pizza durante il voto

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Arezzo, elettori entrano in cabina con il cellulare: «Scusate, devo chiedere a mia madre chi votare»

Boldrini e Simiani presentano un'interrogazione. Segnalati cittadini che avrebbero tentato di fotografare la scheda, controllare Instagram e prenotare una pizza durante il voto

AREZZO – Nuove ombre sulle elezioni amministrative aretine dopo alcune segnalazioni riguardanti l’utilizzo di telefoni cellulari all’interno delle cabine elettorali. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, diversi elettori sarebbero entrati nel seggio incapaci di distinguere tra una consultazione democratica e una riunione su WhatsApp.

«Un signore è rimasto in cabina quasi venti minuti» racconta un rappresentante di lista. «Pensavamo stesse riflettendo sul futuro della città. In realtà stava cercando di capire come si disattiva la modalità aereo».

Le anomalie non si fermano qui. Alcuni cittadini avrebbero tentato di fotografare la scheda elettorale, altri di fare una diretta social dal seggio e un pensionato sarebbe stato sorpreso mentre chiedeva a ChatGPT: “Chi mi conviene votare se voglio lamentarmi per altri cinque anni?”.

La vicenda è arrivata fino a Roma, dove i deputati Laura Boldrini e Marco Simiani hanno annunciato un’interrogazione parlamentare. L’obiettivo è capire se le segnalazioni corrispondano a fatti reali o se, come spesso accade in campagna elettorale, qualcuno abbia confuso una prova di complotto con un gruppo Facebook di quartiere.

Secondo alcune indiscrezioni, all’esterno dei seggi sarebbero state osservate presenze numerose e movimenti considerati insoliti. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se si trattasse di attività politica organizzata oppure semplicemente di aretini che, non sapendo dove andare la domenica, si erano messi in fila per guardare altri aretini fare la fila.

Nel frattempo il Ministero dell’Interno ha ricordato che il voto deve rimanere segreto. Un principio che continua a sorprendere una parte dell’elettorato, convinta che qualsiasi esperienza vissuta e non pubblicata sui social non sia realmente accaduta.

Al momento non risultano irregolarità accertate. Tuttavia, per il prossimo turno elettorale, non si esclude l’introduzione di apposite cassette all’ingresso dei seggi dove lasciare cellulari, smartwatch, tablet e soprattutto i gruppi WhatsApp di famiglia.

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