Nota dell’Ortica: questo articolo utilizza gli strumenti della satira per commentare un fatto realmente accaduto. L’ironia è rivolta all’anacronismo del gesto e non alla figura di Emanuele Petri, al sacrificio degli appartenenti alle forze dell’ordine o al dolore dei familiari.
Le scritte apparse al cimitero di Tuoro riportano alla memoria la tragedia di Emanuele Petri. “Torniamo indietro di 23 anni”, dicono i familiari. Secondo alcune indiscrezioni, invece, qualcuno non sarebbe mai riuscito a tornare nel presente.
TUORO – Momenti di confusione al cimitero comunale dopo il ritrovamento di una scritta inneggiante ai brigatisti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce. Per alcune ore si è temuto che un gruppo di visitatori fosse arrivato direttamente dal 1978, salvo poi accertare che si trattava semplicemente di qualcuno rimasto lì.
La frase, comparsa su una cappella del camposanto, ha lasciato perplessi residenti e investigatori.
“Quando ho letto ‘Grazie Mario e Desdemona compagni’ ho pensato a una rievocazione storica organizzata male” racconta un cittadino. “Poi ho capito che c’era gente che non ha ancora ricevuto gli ultimi quarant’anni di aggiornamenti”.
L’episodio ha suscitato particolare indignazione perché avvenuto a pochi chilometri da Vernazzano, dove riposa Emanuele Petri, il sovrintendente della Polizia Ferroviaria ucciso nel 2003 durante il controllo che portò alla scoperta e alla fine operativa delle Nuove Brigate Rosse.
Secondo alcune indiscrezioni, gli autori avrebbero tentato di completare il messaggio lasciando accanto alla scritta una copia di Lotta Continua, una musicassetta degli Inti-Illimani e un gettone SIP. Il piano sarebbe però fallito dopo aver constatato che le cabine telefoniche non esistono più e che per usare un fax serve ormai un museo.
Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi: dall’estremismo nostalgico al semplice smarrimento cronologico.
“Non ci preoccupa tanto che esistano ancora certe idee” spiegano gli esperti. “Ci preoccupa che qualcuno ritenga ancora rivoluzionario scriverle su un muro come se internet, la storia e il buon senso non fossero mai stati inventati”.
Nel frattempo il Ministero della Cultura starebbe valutando la classificazione della scritta come testimonianza rara del Novecento terminale, insieme alle VHS registrate da Canale 5 e ai volantini ciclostilati sopravvissuti all’estinzione.
I tecnici del Comune, dopo aver cancellato la scritta, hanno rassicurato la popolazione: “Il presente è stato ripristinato. Al momento non risultano altre falle temporali nel territorio comunale”.
Avvertenza per i lettori appena arrivati dal 1978: l’articolo che avete appena letto è satira. I fatti sono veri, le battute no.


