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Promesse d’oro, conti in rosso: 35 aretini alleggeriti di 5,8 milioni

Per dodici anni avrebbe gestito milioni di euro promettendo investimenti sicuri. La Guardia di Finanza ricostruisce un danno da 5,8 milioni a 35 risparmiatori

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Promesse d’oro, conti in rosso: 35 aretini alleggeriti di 5,8 milioni

Per dodici anni avrebbe gestito milioni di euro promettendo investimenti sicuri. La Guardia di Finanza ricostruisce un danno da 5,8 milioni a 35 risparmiatori

 “Stai tranquillo, un si perde nulla”: spariti 5,8 milioni. In 35 scoprono che il 5% garantito era garantito soprattutto a lui

 Questo articolo usa ironia e linguaggio vernacolare per commentare fatti reali. 

AREZZO – “Stai sereno, un c’è pericolo”. E infatti il pericolo, a quanto pare, l’aveva preso tutto lui, lasciando ai clienti soltanto la sorpresa.

La Guardia di Finanza di Arezzo, coordinata dalla Procura, ha ricostruito una maxi truffa finanziaria da quasi 5,8 milioni di euro che avrebbe coinvolto 35 risparmiatori tra Arezzo e Valdarno. Al centro della vicenda un consulente finanziario che, per anni, avrebbe dispensato tranquillità, sorrisi e rendimenti al 5% garantito, come se i soldi crescessero dietro le siepi insieme alle zucchine.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2012 e il 2024 i clienti gli avevano affidato oltre 9 milioni di euro, convinti d’aver trovato il mago dei quattrini. Peccato che, invece di dormire sonni tranquilli, qualcuno s’è svegliato con perdite vicine all’80% e con la sensazione d’aver finanziato il corso accelerato “Come trasformare i risparmi di una vita in bestemmie creative”.

Anziani, famiglie e persone fragili gli avevano consegnato i sacrifici di una vita, rassicurati da prospetti che, secondo gli investigatori, raccontavano una realtà più bella di quella vera. Una specie di Instagram della finanza: tutto sorrisi, tramonti e rendimenti, mentre sotto sotto i conti prendevano una strada diversa.

Gli inquirenti contestano anche firme falsificate, questionari compilati con fantasia più che con la realtà, conti aperti senza richiesta e operazioni effettuate senza autorizzazione. Insomma, una creatività che, se fosse stata impiegata per scrivere romanzi, avrebbe probabilmente fruttato meno guai.

A complicare ulteriormente il quadro, gran parte dei soldi sarebbe stata investita in strumenti ad altissimo rischio legati a una valuta estera che, nel tempo, s’è svalutata peggio di una Panda del ’92 parcheggiata sotto la grandine.

Nel frattempo l’Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari aveva già provveduto a radiarlo dall’albo. Successivamente il procedimento si è concluso con una sentenza di patteggiamento emessa dal GIP del Tribunale di Arezzo, che ha condannato l’imputato per truffa aggravata.

Resta aperta la partita civile, perché la legge prevede che anche l’istituto di credito possa essere chiamato a rispondere dei danni.

Morale della favola: quando uno promette il 5% sicuro, forse è bene controllare che almeno il resto della frase non sia scritto a matita.

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