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Il PD vuole togliere l’asfalto ad Arezzo: dalla foto pare abbia già cominciato col martello pneumatico

Il gruppo consiliare propone depaving, nuove alberature e terreni capaci di assorbire la pioggia. Ma l’immagine allegata al comunicato trasforma Arezzo in una specie di scavo archeologico post-apocalittico

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Il PD vuole togliere l’asfalto ad Arezzo: dalla foto pare abbia già cominciato col martello pneumatico

Il gruppo consiliare propone depaving, nuove alberature e terreni capaci di assorbire la pioggia. Ma l’immagine allegata al comunicato trasforma Arezzo in una specie di scavo archeologico post-apocalittico

 Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 
📄 FONTE comunicato stampa PD Arezzo 
Il gruppo consiliare del PD di Arezzo chiede che il nuovo Piano Operativo punti su meno asfalto, più alberi e una maggiore capacità del terreno urbano di assorbire l’acqua.

La proposta è contenuta in un’interrogazione presentata su iniziativa del consigliere Vincenzo Ceccarelli. L’obiettivo è introdurre interventi di depaving, cioè la rimozione delle superfici impermeabili dove non sono indispensabili, accompagnandoli con la rinaturalizzazione delle aree urbane e un nuovo piano del verde.

Fin qui tutto serio. Anzi, serissimo.

Poi arriva la fotografia allegata al comunicato e la città-spugna diventa improvvisamente Arezzo dopo l’impatto con un meteorite.

Nell’immagine si vede un viale alberato completamente ricoperto da montagne di asfalto frantumato. In mezzo alle macerie lavorano alcuni operai, probabilmente incaricati di togliere il bitume a mano, una piastrella alla volta, mentre automobili e segnaletica osservano la fine della civiltà occidentale.

Se l’immagine è stata generata o pesantemente modificata con l’intelligenza artificiale, non possiamo affermarlo con certezza: il file non contiene informazioni tecniche sufficienti per stabilirne l’origine. L’effetto, però, è quello tipico di una rappresentazione artificiale o di un fotomontaggio piuttosto generoso.

Insomma, il PD chiede di ridurre l’asfalto e l’illustrazione risponde: “Va bene, lo leviamo tutto entro pranzo.”

Nel merito, la proposta parte da un problema concreto. Secondo il Rapporto SNPA 2025, la Toscana ha complessivamente oltre 142mila ettari di suolo consumato. Il comunicato colloca Arezzo fra i primi tre comuni toscani in termini di superficie consumata, con oltre 3.200 ettari. Il dato generale regionale è confermato dalla documentazione ambientale pubblicata da ARPAT e dal Rapporto SNPA.

Ceccarelli sostiene che, davanti a piogge più intense e ondate di calore più frequenti, non sia più sufficiente intervenire dopo le emergenze. La città dovrebbe invece essere progettata per assorbire meglio l’acqua, ridurre le temperature e aumentare la presenza della natura.

Il gruppo consiliare chiede quindi all’amministrazione comunale di sfruttare la preparazione del nuovo Piano Operativo, la cui validità scadrà nell’aprile 2027, per introdurre una strategia precisa: meno superfici impermeabili, più terreno vivo e alberi scelti in base al clima che cambia.

Una discussione politica utile, sulla quale maggioranza e opposizione dovranno confrontarsi seriamente.

Possibilmente prima che gli operai della fotografia finiscano di smontare anche i marciapiedi, la tangenziale e il parcheggio del supermercato.

Perché la città-spugna può essere una buona idea. Ma dalla foto sembra che, per far assorbire meglio l’acqua, abbiano deciso di sbriciolare Arezzo e spargerla sul viale.

Immagine allegata al comunicato stampa del gruppo consiliare PD. L’origine e l’eventuale elaborazione digitale non sono state specificate.

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