L’Ortica raccoglie dai social segnalazioni, testimonianze e discussioni che raccontano Arezzo e la sua provincia attraverso la voce dei cittadini. Riportiamo gli umori del territorio, verificando quando possibile i fatti segnalati, senza distribuire patenti di ragione o di torto.
Un lupo è stato fotografato di notte in una strada del territorio di Bibbiena con un oggetto in bocca, apparentemente una lattina. L’immagine è stata pubblicata nel gruppo Facebook “Sei casentinese se” e ha immediatamente acceso il dibattito.
Secondo l’autrice del post, potrebbe essere lo stesso esemplare solitario avvistato da mesi nella zona e più volte accusato sui social di predare gatti. Nella fotografia il lupo appare fermo sulla carreggiata, vicino a un attraversamento pedonale, con qualcosa stretto fra le fauci.
Che sia davvero una lattina, però, non è possibile stabilirlo con certezza osservando soltanto lo scatto. Ancora meno si può sapere se l’oggetto sia incastrato, se l’animale riesca a liberarsene oppure se lo stia semplicemente trasportando.
Potrebbe essere un lupo in difficoltà. Oppure potrebbe avere raccolto uno dei tanti rifiuti che gli esseri umani lasciano in giro, dimostrando ancora una volta che la raccolta differenziata ormai la fanno tutti, tranne qualcuno di noi.
L’autrice della segnalazione ha successivamente riferito di essere entrata in contatto con la Forestale. Ed è questa la strada corretta: nessuno dovrebbe tentare di avvicinare, catturare o liberare personalmente un animale selvatico, tanto meno un lupo.
La Regione Toscana indica di contattare il 112 quando si incontra un animale selvatico ferito o in evidente difficoltà. Saranno gli operatori a valutare il caso e, se necessario, ad attivare il servizio competente.
Nel frattempo, sotto al post è andato in scena il consueto consiglio comunale della fauna selvatica.
C’è chi chiede l’intervento della Forestale, chi sostiene che il lupo potrebbe togliersi facilmente l’oggetto con una zampa e chi ricorda che un esemplare solitario potrebbe trovarsi nella fase di dispersione, cioè essersi allontanato dal branco d’origine alla ricerca di un nuovo territorio.
Poi arrivano gli esperti laureati all’Università degli Stati Facebook.
Uno propone di sterilizzarlo se fosse femmina, un altro suggerisce latte e biscotti, qualcuno immagina che porti “giocattoli” a un’eventuale cucciolata e c’è perfino chi annuncia che, dopo la lattina, il prossimo passo evolutivo sarà il sushi.
Non mancano però i commenti più feroci. Alcuni arrivano ad augurare che l’animale muoia soffocato o di fame, mentre altri suggeriscono soluzioni armate.
Il lupo, accusato di essere una bestia pericolosa, nella fotografia tiene in bocca una possibile lattina. Gli esseri umani, che dovrebbero essere la specie intelligente, tengono invece in mano una tastiera.
E qualche volta fa più paura la seconda immagine.
La presenza dei lupi vicino alle aree abitate rappresenta un problema reale, soprattutto per allevatori e proprietari di animali domestici. Negarlo sarebbe irresponsabile quanto trasformare ogni avvistamento in una gara tra chi vuole portarsi il lupo sul divano e chi vorrebbe risolvere tutto a fucilate.
In questo caso la priorità è molto più semplice: verificare se l’animale sia realmente in difficoltà e lasciare intervenire chi possiede strumenti, autorizzazioni e competenze.
Sullo sfondo rimane anche la questione dei rifiuti. Se quella stretta fra i denti fosse davvero una lattina abbandonata, il lupo non starebbe invadendo soltanto il nostro paese.
Starebbe semplicemente restituendoci quello che abbiamo lasciato nel suo.
- Il lupo fotografato nel territorio di Bibbiena con un oggetto in bocca, apparentemente una lattina
- Credito: “Foto di Carla Giovani, diffusa nel gruppo Facebook ‘Sei casentinese se’”.


