Cari lettori (e motociclisti frustrati), la lamentela della settimana ci porta nel cuore del centro storico di Arezzo, dove le regole si piegano, la legge si dimentica e i parcheggi per moto… diventano il saloon delle microcar.
Via Guido Monaco, Teatro Petrarca, scenario perfetto per una commedia dell’assurdo: lì dove le due ruote dovrebbero sostare in pace, spuntano ogni giorno piccole quattro ruote, le microcar, che si infilano come infiltrati a una festa privata. Risultato? Scooteristi costretti a girare in tondo come le frecce di un navigatore impazzito, e turisti motociclisti che guardano i cartelli con la stessa confusione di chi legge le istruzioni del modem in sanscrito.
E mentre i cittadini alzano la voce, la risposta delle autorità è un mix tra “non possiamo farci nulla” e “ma sì, dai, cosa vuoi che sia”. Cioè: la Corte di Cassazione si è pronunciata chiaramente (sentenza n. 3432/2023), ma qui si preferisce ignorarla come si fa con le email del lunedì mattina.
Il clou? Il Comandante della municipale che rilascia dichiarazioni più fantasiose di un episodio di “Beautiful”: secondo lui, le minicar possono parcheggiare negli spazi moto. Peccato che la legge dica l’esatto contrario. Ma si sa, in Italia ogni interpretazione è valida, purché detta con sicurezza davanti a una telecamera.
Nel frattempo, la legalità va in stand-by, il buonsenso è in ferie e chi rispetta le regole viene beffato. Ah, e le microcar? Sempre lì, incollate agli stalli moto come chewing gum sotto il banco.
In sintesi:
Se avete una due ruote, armatevi di pazienza e Google Maps per trovare un parcheggio.
Se avete una microcar… provate coi parcheggi veri, magari farete anche un favore alla viabilità.
E se siete della municipale… forse è ora di leggere le sentenze prima di andare in onda.
Rubrica scritta senza microcar parcheggiata sul computer. Per ora.

