AREZZO – Via Marco Perennio, davanti alla chiesa romanica.
Da una parte l’arte millenaria, dall’altra il bidone dell’indecenza. Un uomo – noto in zona come “Indiana Jones dei grattini usati” – continua la sua ricerca di tesori tra i bidoni dell’immondizia, sventolando grattini vecchi come pergamene etrusche.
Ogni volta la scena è la stessa: lui fruga, smonta, ribalta, e il marciapiede diventa un tappeto di plastica e cartaccia che manco il Carnevale di Viareggio.
Il Comune, però, è attentissimo.
Infatti ha piazzato telecamere ipertecnologiche sui bidoni.
Servono a multare le nonnine che appoggiano il sacchetto fuori quando il bidone è pieno (spoiler: lo è sempre).
Ma quando si tratta di fermare lo “spulciatore seriale di grattini”, misteriosamente… NULLA.
Pare che ci sia un algoritmo di intelligenza artificiale installato nelle telecamere, programmato per riconoscere solo “mani di pensionate con la spesa del PAM”.
Se hai la barba lunga e cerchi la fortuna nei rifiuti, invece, passi inosservato: sei ecosostenibile, fai “recupero materiali vintage”.
A questo punto, propongo due soluzioni:
O gli diamo una pettorina gialla e lo assumiamo in Sei Toscana a cottimo.
Oppure gli mettiamo il Pos e lo facciamo pagare con Satispay per ogni grattino analizzato.
Nel frattempo, la chiesa romanica ringrazia per la cornice “Ecopunk”.


