C’è chi dice che la linea Firenze-Arezzo-Chiusi sia un collegamento ferroviario. Altri sostengono sia un esperimento sociologico sulla pazienza umana. Di sicuro, negli ultimi giorni, è stata una fonte inesauribile di disagi, con guasti a ripetizione, ritardi, cancellazioni e pendolari del Valdarno che ormai controllano il tabellone più spesso dell’orologio.
Tra ieri e stamani la tratta ha fatto registrare nuovi problemi tecnici che hanno mandato in tilt la circolazione. E mentre sui binari regnava l’incertezza, dalla Regione Toscana arrivavano parole di rassicurazione.
Il presidente Eugenio Giani ha parlato di “riconoscimento morale” nei confronti degli abbonati, ricordando che il bonus previsto dal contratto di servizio serve a compensare almeno in parte i disagi dei pendolari. L’assessore ai trasporti Filippo Boni ha assicurato di seguire personalmente l’evolversi della situazione, promettendo verifiche rapide sulle cause dei guasti e misure per evitare il ripetersi dei problemi.
Fin qui, tutto comprensibile. Se non fosse che, come ciliegina sulla torta, la linea aretina ha centrato il 98,05% di affidabilità. E il bonus scatta al 98,10%. Tradotto: niente rimborso per uno 0,05%. Una differenza talmente piccola che se fosse temperatura corporea non te ne accorgeresti nemmeno.
Così il pendolare tipo si ritrova in questa situazione surreale:
- I ritardi li ha vissuti.
- I disagi pure.
- Il bonus no, perché la percentuale è “quasi” quella giusta.
Un capolavoro di precisione matematica: abbastanza problemi da far infuriare la gente, ma non abbastanza — secondo il contratto — per far scattare il ristoro economico.
“È più che giusta la frustrazione degli abbonati”, ha detto Boni, annunciando che è allo studio una revisione del meccanismo degli indennizzi. Insomma, oggi niente, ma domani forse si cambia la regola. Nel frattempo chi viaggia ogni mattina tra Arezzo, il Valdarno e Firenze continua a fare affidamento su tre cose: pazienza, caffè doppio e speranza.
Perché alla fine la teoria delle percentuali sarà anche precisa, ma sul marciapiede conta una cosa sola: il treno arriva quando deve arrivare oppure no. E lo 0,05%, alle 7 del mattino, scalda poco.


