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📄 FONTE comunicato stampa Paolo Brandi, capogruppo di Rinascimento Castiglionese
CASTIGLION FIORENTINO – In Valdichiana i campi rischiano di diventare un mare di specchi neri, e in Comune – secondo il capogruppo di Rinascimento Castiglionese Paolo Brandi – regna un silenzio che fa più rumore di una trebbiatrice.
Brandi torna alla carica sul tema fotovoltaico e agrivoltaico, perché – dice – senza regole precise il rischio è semplice semplice: salutare il panorama della Valdichiana, il turismo e pure un pezzo della nostra agricoltura.
E poco cambia, sostiene, che i pannelli siano alzati da terra: l’impatto resta bello grosso lo stesso.
Intanto, mentre in Comune si discute poco e si decide meno, sul territorio – racconta Brandi – procacciatori d’affari stanno girando poderi e terreni come cani da tartufo, cercando campi dove piazzare nuovi impianti agrivoltaici.
Le richieste presentate agli uffici comunali continuano ad aumentare.
E il Comune?
Secondo il capogruppo, la risposta dell’assessore all’ambiente sarebbe sempre quella: “Non possiamo farci niente”.
Una frase che a Brandi proprio non va giù.
“Non si può fare niente – ribatte – quando manca il coraggio“.
Il sindaco, ricorda l’esponente di opposizione, aveva promesso regole più stringenti nel Piano Operativo. Promesse che oggi, secondo Brandi, somigliano un po’ alle promesse da marinaio.
Quando i cittadini vanno in Comune a chiedere spiegazioni, racconta, la colpa finisce sempre sugli uffici.
Uno scaricabarile che Brandi definisce “inaccettabile”.
Perché, spiega, difendere il territorio vorrebbe dire fare scelte chiare: proteggere il valore delle case, visto che un impianto a cinquanta metri da un’abitazione il prezzo lo abbassa eccome, e salvaguardare paesaggio e turismo, che in Valdichiana sono tutt’altro che dettagli.
Le soluzioni, secondo lui, ci sarebbero eccome:
limitare le dimensioni degli impianti, obbligarli a essere davvero complementari all’agricoltura, impedire che una stessa azienda presenti progetti a raffica saturando il territorio.
E soprattutto fissare una regola di buon senso: prima i tetti dei capannoni, le aree industriali dismesse, le zone vicino alle ferrovie. Non i campi coltivabili.
Brandi ricorda anche che Foiano della Chiana, Cortona e Castiglion Fiorentino avevano avviato un piano intercomunale. Da lì, dice, sarebbe stato logico tirare fuori regole condivise per difendere tutta la Valdichiana.
E invece – accusa – ognuno continua a andare per conto suo.
La stoccata finale è tutta politica: mentre l’assessore va a Firenze con Coldiretti a protestare contro gli impianti nei campi, a casa propria – dice Brandi – non si muove foglia.
“Ci vuole coraggio.
Ci vuole coerenza.
Ci vuole programmazione”, conclude.
E secondo lui, oggi, in Comune mancano tutte e tre.


