Chi pensava che il cantiere di via Fiorentina si girasse in primavera s’è fatto un film tutto suo. Perché la musica è la solita: tutto fermo, tutto uguale, e il ribaltamento se ne riparla — forse — dopo l’estate.
Il Comune ha prorogato l’ordinanza e quindi fino al 31 agosto la storia resta quella che gli aretini conoscono bene: strada chiusa tra il civico 140 e viale don Minzoni, traffico deviato, e chi arriva da San Leo si ritrova viale Amendola trasformato in una specie di cul-de-sac. Tradotto: arrangiatevi.
La decisione porta la firma dell’ingegnera Serena Chieli, direttrice dei lavori, che spiega il motivo con grande calma: prima bisogna finire i lavori idraulici dalla parte di San Leo. Solo dopo, quando sarà tutto fatto, il cantiere verrà girato per asfaltare. Insomma: prima si chiude da una parte, poi — con comodo — si passa all’altra.
Peccato che nel frattempo il cantiere sia pure fermo. Niente operai, niente macchine, niente polvere. Motivo? Si aspetta una perforatrice che ancora non s’è vista. E poi, naturalmente, ci si mette pure il meteo che rallenta tutto. L’assessore Marco Sacchetti lo dice chiaro: “È un cantiere complesso”.
Intanto commercianti e residenti continuano a convivere con deviazioni, traffico e lavori a singhiozzo. Le associazioni di categoria sono state avvertite, ma la sostanza cambia poco: bisogna portare pazienza.
Dal Comune però assicurano che il traffico tra viale Amendola e viale don Minzoni “scorre abbastanza bene”. Sarà. Di certo cambiare la viabilità due o tre volte, spiegano, rischierebbe solo di mandare in tilt gli automobilisti. Meglio lasciarli nel dubbio ma sempre nello stesso posto.
Il conto finale dell’operazione è di circa 10 milioni di euro e il traguardo è fissato al 2027. Alla fine arriverà una rotonda al posto del semaforo che oggi crea file infinite, più un sottopasso per i collegamenti cittadini.
Per ora però la vera opera pubblica che funziona è un’altra: la pazienza degli aretini. E quella, almeno, non ha ancora bisogno della perforatrice.


