Il viaggio del caffè dentro di noi
Il caffè è la bevanda più diffusa in tutto il mondo. Una semplice tazzina invade tutto il nostro organismo. La sua formula molecolare è C8H10N4O2.
Il numero di molecole di caffeina in una tazzina è di circa 250 trilioni, cioè 250 seguito da 18 zeri.
La caffeina è un alcaloide, una metilxantina, una molecola capace di entrare all’interno di ogni cellula e di interagire con diverse proteine, influenzando processi cellulari e l’attività di porzioni del DNA delle nostre cellule.
Ogni tazzina di caffè può quindi avere effetti su numerosi sistemi del nostro organismo. È suggestivo immaginare il viaggio del caffè dentro il nostro corpo, che raggiunge ogni cellula e contribuisce a generare più energia, maggiore lucidità e una sensazione di benessere.
Caffeina e DNA
La caffeina e altre molecole presenti nel caffè possono influenzare alcuni meccanismi biologici che regolano l’attività dei nostri geni.
Questa modulazione può produrre effetti che percepiamo come:
- maggiore attenzione
- più energia e slancio
- miglioramento del tono dell’umore
- aumento della diuresi
La caffeina può anche aumentare l’acidità gastrica stimolando la secrezione di acido cloridrico.
In questo senso si può dire che una tazzina di caffè attraversa l’intero organismo, innescando reazioni biologiche in pochi minuti.
Il caffè rappresenta quindi un esempio interessante di genomica nutrizionale, cioè dello studio delle interazioni tra molecole alimentari e patrimonio genetico.
La genomica nutrizionale
Comprendere come le molecole contenute negli alimenti possano influenzare il nostro organismo e il funzionamento delle cellule aiuta a capire cosa significhi davvero alimentazione sana.
Non si tratta solo di contare le calorie:
le sostanze presenti negli alimenti possono avere effetti molto più complessi sull’organismo.
Non si mangia soltanto per dimagrire, ma anche per nutrire e proteggere il nostro corpo.
Caffè e stomaco vuoto
Quando il caffè viene assunto a stomaco vuoto, la caffeina può aumentare la secrezione acida gastrica.
In soggetti sensibili questo incremento di acidità può causare:
- bruciore di stomaco
- gastrite
- ulcera
- reflusso gastroesofageo
Per questo motivo è preferibile non bere caffè a digiuno.
Latte e zucchero
Aggiungere un po’ di latte al caffè non blocca la secrezione di acido cloridrico. È più utile accompagnare il caffè con un piccolo alimento, oppure bere un po’ d’acqua, per ridurre il tempo di permanenza del caffè nello stomaco.
Bere acqua prima o dopo il caffè può essere considerato un gesto di rispetto verso il caffè e verso lo stomaco.
Chi soffre di reflusso gastroesofageo dovrebbe limitarne o evitarne il consumo.
Zucchero: bianco o di canna?
Dal punto di vista nutrizionale non c’è una grande differenza tra zucchero bianco e zucchero di canna.
Molti consigliano di bere il caffè senza zucchero, per apprezzarne meglio il gusto.
Il caffè è naturalmente amaro: è parte del suo carattere.
Mettere zucchero nel caffè significa modificarne il sapore. Spesso è solo una questione di abitudine: con il tempo si può imparare ad apprezzarlo anche senza zucchero.
Quanto caffè bere
In generale si consiglia di non superare cinque caffè al giorno.
E soprattutto: mai a stomaco vuoto.
PS: Caffè senza sigaretta.


