Oh via… ora ‘un è più solo questione di buche.
Ad Arezzo ci si mettono anche le processionarie, che scendono dai pini in fila indiana come se fosse una sfilata… ma tutt’altro che innocua.
E mettiamolo subito chiaro, così ‘un se sbaglia:
‘un mordono. Ma fanno male lo stesso, eccome se fanno male.
Il problema sono quei maledetti peli urticanti — pieni di ‘sta proteina (la chiamano thaumetopoeina, roba da laboratorio) — che si disperdono nell’aria o al minimo contatto.
E lì son dolori:
- dermatiti forti
- occhi irritati
- problemi alle vie respiratorie
E per i cani?
Oh, lì si va sul serio: se li ingeriscono, possono causare necrosi della lingua e pure conseguenze fatali.
🐛 E loro scendono… tranquilli
Siamo nel periodo peggiore:
tra fine febbraio e inizio aprile le larve scendono per interrarsi.
E intanto i nidi bianchi sui pini stanno lì, belli visibili da mesi.
Ma interventi? Boh.
Le prime segnalazioni sono le solite di sempre: dove ci sono i pini, il problema esplode
- Area cani in Viale Ugo Signorelli, dietro al chiosco
- Zona cimitero
- Tratto dallo stadio verso Palazzo del Pero
La gente lo dice, lo scrive, lo segnala:
“È come sputà per terra…”
E un’altra:
“È proprio dove porto il cane… ma che cavolo!”
Si aspetta cosa, di preciso?
Perché qui la domanda è una sola:
si interviene prima o si aspetta che succeda qualcosa di serio?
Non è roba da poco, non è fastidio passeggero.
Qui si parla di salute, di animali che rischiano grosso e di persone esposte senza manco rendersene conto.
Morale (che pizzica più dei peli)
Ad Arezzo ormai pare la solita storia:
si segnala, si aspetta… e intanto le processionarie fanno il loro giro.
E quando finalmente qualcuno si muove, spesso è già tardi.
Oh, poi ‘un dite che nessuno l’aveva detto.


