Oh gente, s’è vista un’altra scena che fa discutere parecchio: in mezzo al Corso, cartelli, slogan, con due gruppi – la Muschiofest Aretina e quelli di Animal Boys United Internazionale – che son scesi in piazza per dire basta all’uccisione degli agnelli e, più in generale, a tutte le violenze sugli animali.
“Gli animali sono esseri senzienti, mica roba da nulla,” dicono loro. E aggiungono pure che si può campà benissimo senza mangià carne, senza bisogno di mette in tavola qualcuno che, fino a poco prima, era vivo e vegeto. Insomma, per loro la faccenda è chiara: meno ciccia e più rispetto.
Quando gli chiedono se un po’ esagerano, se son troppo rigidi, loro rispondono secchi: “Rigido è chi fa violenza, non chi la contesta.” E da lì non si smuovono di un millimetro. Secondo loro, non si tratta di opinioni ma di principio: nessuno dovrebbe esse ammazzato per un piacere che dura giusto il tempo d’una forchettata.
E poi, oh, apriti cielo: sui social è venuto giù il finimondo.
C’è chi la butta in caciara: “Allora facciamo una grigliata di kiwi!”, giusto per prende in giro.
C’è chi invece, più tranquillo, dice: “Oh, io la carne la mangio, però li rispetto. Almeno ci credono davvero.”
E poi c’è chi s’incazza: “Ma perché devono rompe sempre con ‘sta carne? Rispetto per tutti, anche per chi se la magna!”
Qualcuno fa pure notare una cosa che, a pensarci, tanto scema non è: “Tutti a piange per l’agnello a Pasqua, ma durante l’anno chi ci pensa agli altri animali?” E lì cala un attimo il silenzio, perché la domanda resta nell’aria.
Insomma, come sempre succede, ognuno tira l’acqua al suo mulino: chi difende gli animali a spada tratta, chi difende la bistecca con le unghie e coi denti, e chi sta nel mezzo a riflettere, magari senza cambia’ abitudini ma con un certo rodimento dentro.
Una cosa però è sicura, oh: tra piazza e tastiera, la discussione è tutt’altro che finita. E probabilmente, alla prossima Pasqua, siamo punto e a capo.
Immagine da Teletruria


