Qui la faccenda s’è fatta proprio brutta. Una bufera che un lascia scampo a nessuno. Nel mondo dell’oro aretino si respira aria pesante, e c’è chi già parla di blocco totale di certi mercati.
La Confindustria Federorafi, con in testa Maria Cristina Squarcialupi, l’ha detta chiara: se la guerra nel Golfo tira avanti, c’è il rischio che verso certi posti un si venda più nulla. E chi lavora quasi solo con Dubai, da un giorno all’altro, si ritrova col fatturato azzerato. Sparito. Come fumo.
E intanto i problemi s’ammucchiano: dazi americani, tasse nuove dalla Turchia, bollette che tornano a salire e, sopra tutto, il prezzo dell’oro e degli altri metalli che fa su e giù come una giostra impazzita. E così, pianificare diventa un terno al lotto.
Il distretto aretino è quello che soffre di più: troppo legato ai mercati orientali. I numeri parlano chiaro – export giù di brutto, mentre si comprano sempre più lingotti. Insomma, si gira a vuoto.
E le conseguenze si vedono eccome: più di 80 aziende hanno già tirato giù il bandone da inizio anno. E tante altre arrancano, con la cassa integrazione che ormai è agli sgoccioli.
Anche la CNA s’è fatta sentire: servono aiuti subito, mica fra sei mesi. Perché qui la gente rischia di restare a piedi davvero.
Nel frattempo, da Roma la parlamentare Tiziana Nisini dice che stanno lavorando a un decreto. Ma qui ad Arezzo la domanda è una sola: arriverà in tempo, o si farà in tempo a contare solo i danni?
Per ora, come si dice da queste parti, è tutto fermo… e quando si ferma l’oro, vuol dire che la situazione è proprio seria.


