Arezzo, Via Andrea Doria angolo Via Colombo. E via, un’altra puntata della saga “l’abbandono creativo”, che ormai pare diventata disciplina olimpica.
Dopo la pasta buttata via – roba che già faceva venì il nervoso – eccoci al livello successivo: frigorifero parcheggiato bello comodo sul marciapiede. Così, de botto. Come se fosse un soprammobile.
E le segnalazioni continuano ad arrivre, una dietro l’altra. E noi, zitti? Ma manco per sogno. Si dà voce, perché qui la questione non è solo estetica, è proprio questione de testa.
Perché diciamocelo chiaro: i servizi ci sono.
Basta alzà un dito (ma proprio uno, eh), chiamà il numero verde di Sei Toscana 800127484, oppure scrive due righe a ingombranti@seitoscana.it
e te lo vengono a prende GRATIS a casa.
Gratis.
A domicilio.
Senza fatica.
E invece no.
Meglio caricre ‘sto frigorifero, portallo giù, scaricallo sul marciapiede, creando un ostacolo per pedoni, passeggini, anziani… e pure un bel rischio, perché non è proprio un giocattolo.
Ora, la domanda nasce spontanea:
ma come li vogliamo chiamà certi cervelli?
Perché qui non è distrazione.
Non è nemmeno menefreghismo leggero.
Qui siamo tra il “me ne sbatto proprio” e il “non ci arrivo nemmeno a capì che sto facendo una cavolata”.
E intanto la città paga.
Sempre.
E noi pure, che dobbiamo fa’ lo slalom tra bidoni e frigoriferi come se stessimo in una pista da sci… ma senza la neve e con parecchia più rabbia.


