Diciamola tutta, senza girarci intorno. L’arbitro Poli ha lasciato correre troppo: Gori libero di spingere e usare il braccio come voleva, proprio come già visto ad Ascoli. E D’Uffizi? Già ammonito per un fallo su Pattarello, a fine primo tempo rifila pure una gomitata a un nostro difensore… e niente. Tutto regolare? Dai su.
L’unica cosa fatta bene è stato il rigore per la trattenuta su Corazza, anche se parliamoci chiaro: quella palla non l’avrebbe mai presa. Però guarda caso arriva proprio lì, quasi a confermare certe lamentele ascolane…
Poi veniamo al campo. Silipo da una parte e le sovrapposizioni continue di D’Uffizi e Guiebre ci hanno messi in difficoltà, bloccando praticamente sempre Righetti a sinistra e Renzi a destra. Eppure, nel primo tempo, le poche cose buone sono tutte firmate Emiliano Pattarello: grinta, forza, strappi continui. Da uno di quelli nasce il gol, con un assist in scivolata per Cianci, che oggi ha lottato davvero. In mezzo Mawuli, solito muro.
E poi? Boh… cosa è successo?
Abbiamo tirato il freno a mano. Via proprio quelli che tenevano impegnata la loro difesa e davanti restano Ravasio, praticamente inesistente, e Tavernelli, che ha dato tutto ma è finito senza fiato. Varela veloce sì, ma prevedibile: solo destro, e infatti annullato.
Il cambio di atteggiamento è stato evidente: fuori Mawuli e Renzi, squadra sempre più bassa. Non è che Ionita e Coppolaro abbiano fatto male, ma il segnale era chiaro. E infatti il loro portiere arrivava quasi a centrocampo…
E alla fine? Basta una tirata di maglia e la partita è finita. Vittoria loro, oltre i meriti.
Perché nel calcio, come nella vita, è semplice: chi ha paura non va alla guerra.


