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Menchetti: ma lo volete capì? Ecco perché ho detto no allo stadio (adesso vallo a raccontallo ache alla curva)

Consiglio comunale, voto sul nuovo stadio: il “no” di Menchetti spiegato senza giri di parole

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Menchetti: ma lo volete capì? Ecco perché ho detto no allo stadio (adesso vallo a raccontallo ache alla curva)

Consiglio comunale, voto sul nuovo stadio: il “no” di Menchetti spiegato senza giri di parole

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli

📄 FONTE comunicato stampa Michele Menchetti

Oh, allora mettiamola semplice, senza troppi giri di parole, così si capisce: Michele Menchetti non è che s’è svegliato male la mattina e ha detto “oggi voto contro”. No, la storia è un po’ diversa.

Già a gennaio 2025, il Menchetti aveva detto sì al progetto dello stadio. Però mica a occhi chiusi, eh. Aveva già messo le mani avanti: “Occhio, ci sono problemi, e non pochi”. Soldi, urbanistica, robe serie. E soprattutto aveva avvisato: “Io non faccio sconti a nessuno”.

E infatti oggi è successo proprio questo.

Perché qua il punto è uno solo, bello chiaro: sei amministratore o sei tifoso? Perché le due cose insieme non sempre vanno d’accordo. E secondo lui, quando stai in Consiglio comunale, la sciarpa la lasci a casa.

Il problema grosso qual è? Che lì non c’è solo la squadra di calcio. Ci stanno altre realtà, altre società, altra gente che usa quegli spazi. E allora, dice Menchetti: “Oh, ma davvero pensiamo solo all’Arezzo e gli altri si arrangiano?”

E non è che lo dice solo lui. Pure altri, pure le Acli, pure qualche consigliere in aula. Tutti a parole bravi: “Sì sì, giusto, bisogna tutelare tutti”. Poi però arriva il voto… e zac, tutti a favore. Un classico.

Lui invece no. Lui ha detto: “Fermi tutti. Mettiamo le cose nero su bianco”. Tradotto: niente promesse al vento, niente “poi vediamo”. Ha chiesto di rimandare la pratica, sedersi a un tavolo e sistemare tutto per bene.

Risultato? Sospensiva bocciata. Fine dei giochi.

E allora che fai? Se non ti danno garanzie vere, se si va avanti a chiacchiere, il voto diventa una conseguenza. E infatti è arrivato il no.

In più, ciliegina sulla torta: seduta convocata all’ultimo, un po’ “furbetta”, giusto prima del periodo in cui non si poteva più discutere per via delle elezioni. Insomma, tempismo perfetto… ma pure sospetto.

Quindi no, non è stato un capriccio. È stato un “ragazzi, così non va”.

Poi oh, ognuno la vede come vuole. Però almeno adesso è chiaro: il no non è contro lo stadio… è contro il modo in cui si è deciso di farlo.

Adesso sì, raccontalo pure alla curva.

1 COMMENTO

  1. Sono in accordo!!!
    Lo stadio nuovo ci vuole eccome se ci vuole. Però non li!

    Ve le ricordate le partite importanti giocate con l’Arezzo in B? Il milan? il Napoli?
    La città sconquassata per una partita!

    I tifosi accompagnati a piedi dalla stazione con la celere davanti e dietro negozi chiusi in via giotto per farli passare e nonostante polizia e celere danni alle auto parchefggiate e ai negozi.

    E adesso vogliamo ripristainare questa cosa?

    Lo stadio li aveva senso 70 anni fa ok. Oggi No! Non più mi dispiace.

    Deve essere costruito, e perche no esattamente come proposto (mi sembra un bel progetto) in una zona decisamente piu periferica verso l’autostrada, nella piana di Le Poggiola vicino alla centrale enel e vicino alla stazioncina della linea ferroviaria che va a Foiano, in modo da intercettare i Pullman e le auto che vengono dall’autostrada e far arrivare eventuali treni speciali direttamente in quella stazione.

    Il vecchio stadio?
    Trasformarlo in un velodromo (nel centro irtalia mi sembra ce ne siano pochissiomi) togliere la curva nuova che è orrenda, lasciando anche paesisticamente un oggetto piu inserito nel contesto ormai civilmente urbanizzato.

    Certo i costi sono sicuramente più elevati ma mettere una toppa che farà piu danno che guadagno e che per forza di cose durerà altri 70 anni, la vedo inaccettabile.

    Poi tutta la politica tranne Menchetti che personalmente NON conosco ha paura a schierarsi in un momento di elezioni contro la tifoseria.
    Anche qui si vede la serietà ela lungimiranza delle persone.

    PS e non sono un frequentaore della piscina o palestra li vicino.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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