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Saione “un è il Bronx”… ma ci manca poco: Menchetti scopre l’America (e pure il Pionta)

Tra degrado raccontato, soluzioni immaginate e foto in posa, la politica aretina prova a metterci la faccia (e anche un po’ di fantasia)

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Saione “un è il Bronx”… ma ci manca poco: Menchetti scopre l’America (e pure il Pionta)

Tra degrado raccontato, soluzioni immaginate e foto in posa, la politica aretina prova a metterci la faccia (e anche un po’ di fantasia)

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli

📄 FONTE comunicato stampa Michele Menchetti Lista Indipendente Per Arezzo

AREZZO – “Saione un è il Bronx”. E meno male che ce l’ha detto Michele Menchetti, sennò eravamo tutti convinti d’esse a New York, tra grattacieli, taxi gialli e De Niro dietro l’angolo.

Invece no: siamo sempre ad Arezzo, tra via Vittorio Veneto e il Pionta. Solo che, a sentì i cittadini, tra spaccio in pieno giorno, materassi accatastati come opere d’arte contemporanea e negozi aperti h24 manco fosse Las Vegas, qualche dubbio veniva anche ai più ottimisti.

E allora ecco l’incontro pubblico al Cas del Pionta, mercoledì sera. Si parlerà di sicurezza, degrado e – perché no – pure di nostalgia: quella dei pensionati che ricordano quando Saione era campagna e non un esperimento sociale venuto un po’ così, alla “vediamo che succede”.

I commercianti? Mugugnano. I cittadini? Chiedono regole. Le regole? Boh, forse stanno in ferie da qualche anno.

Intanto si scopre che il quartiere avrebbe pure delle “potenzialità”. Tipo: il Pionta museo, Campo di Marte parcheggio strategico, via Vittorio Veneto elegante come Corso Italia. Praticamente, basta chiude gli occhi forte e immaginasselo.

Ma il meglio deve ancora venire. Sabato 11 aprile, in piazza San Jacopo, Menchetti presenta i candidati. E fin qui, tutto nella norma. Se non fosse che ci s’infila anche il progetto fotografico “Ci metto la faccia”.

E finalmente! Perché tra promesse, programmi e buone intenzioni, la faccia era l’unica cosa che mancava davvero. Nel gazebo ci sarà pure il set fotografico: si passa, si parla, si posa e via, tutti modelli per un giorno.

Un’iniziativa che unisce politica e fotografia: si sorride, si scatta, e magari si spera che, almeno nelle foto, Arezzo venga meglio che nella realtà.

Le immagini poi verranno consegnate ai partecipanti. Così, quando tra qualche mese qualcuno chiederà “ma ti ricordi?”, ci sarà sempre una foto a dimostrare che sì: c’eravamo, ci abbiamo messo la faccia… e  inoltre s’è  fatto finta che bastasse.

Insomma, tra Bronx immaginari e set fotografici, la campagna elettorale aretina entra nel vivo. E Saione, tranquilli, un sarà New York… ma per la fantasia, un ci manca nulla.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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